31 ottobre 2010

La diocesi cattolica di Nicopoli

Queste 13 sono le parrocchie "fisse", cioè quelle che hanno almeno un sacerdote presente.
Ovviamente ci sono poi altre località in cui esistono comunità cattoliche dei rito latino, con appuntamenti e celebrazioni variegati.
I Missionari Passionisti attualmente hanno la cura pastorale di:
Ruse, Malchika, Oresh, Belene e Svishtov.

30 ottobre 2010

Incontro diocesano dei catechisti

Questa mattina si è svolto, in un clima di semplicità e cordialità, l'incontro diocesano dei catechisti nella parrocchia di Oresh. Purtroppo, per un impegno imprevisto, non ha potuto essere presente il vescovo Petko.
Dopo la preghiera iniziale c'è stato un momento di catechesi ai catechisti, seguito dalla celebrazione eucaristica, presieduta dal vicario episcopale padre Remo Gambacorta.
Durante la celebrazione i catechisti e le catechiste sono stati chiamati per nome, e dopo aver pronunciato il loro "ECCOMI", è stato dato loro il mandato per educare la fede dei ragazzi e dei giovani.
La comunità di Oresh ci ha poi offerto un sobrio ma nutriente pasto.
Buon anno e buon lavoro a tutti i catechisti e le catechiste della Bulgaria e del mondo!!!



Ore 10.00: accoglienza con un bel the caldo e qualche biscotto...

28 ottobre 2010

Angelo Roncalli in Bulgaria, Turchia e Grecia: le terre dei Concili.

Il bergamasco Angelo Giuseppe Roncalli (più noto come Papa Giovanni XXIII), lavorò e abitò in Bulgaria dal 1925 al 1934, e poi in Turchia e Grecia dal 1935 al 1944. Vent'anni.
Ne aveva 43 all'arrivo e 64 alla partenza: gli anni della maturità.
Ed è probabilmente qui, in queste travagliate terre ricche di storia, ponte l'Asia e l'Europa, miscuglio di popoli, lingue, chiese, religioni, in questo angolo di mondo sospeso tra le tradizioni e i  cambiamenti, che lo Spirito Santo ha iniziato a far germogliare nel suo cuore il seme del Concilio Vaticano II.
Lo "storiografo" Roncalli non rimase certo insensibile tra le rovine di Costantinopoli, Calcedonia, Nicea, Efeso, Serdica .... luoghi dove i sassi parlano di un modo molto bello di essere Chiesa: il confronto franco, il dialogo, anche il litigio, ma insieme, per giungere ad una sintesi, ad un Simbolo.
Una nuova sintesi, alta, moderna (dove moderno vuol dire adatto al presente, non annacquato o altro).
Una sintesi molto tradizionale (ma non tradizionalista, arroccata alle muffe del passato).
Nel Natale del 1928 mons. Roncalli scrive al vescovo di Tortona da Costantinopoli:
"Quanto sarei lieto di averla un po' qui con me in questa meravigliosa città di Costantinopoli che quasi conosco abbastanza bene, per ragionare un poco dei grandi problemi dell'avvenire della S. Chiesa: problemi che visti da questo centro e ormai focolare quasi spento dell'Ortodossia, fra le rovine imponenti ma desolate della età Bizantina, e sulle soglie del misterioso mondo Musulmano, in cui si intravvedono movimenti nuovi, la cui direzione è nelle mani di Dio, si presentano sotto una luce tuttaffatto singolare ed interessantissima!" (pubblicata in: L. F. Capovilla, Papa Giovanni XXIII gran sacerdote, come lo ricordo, Roma 1977)


Roncalli visita la Bulgaria

"Da ora innanzi io non mi chiamerò più arcivescovo titolare di Areopoli, ma arcivescovo titolare di Mesembria. Per tal modo il ricordo della Bulgaria sarà di tutti i giorni; e tante volte mi tornerà gradito al cuore, quante volte la mia mano si alzerà nella solenne liturgia a benedire il popolo, o si stenderà sulla carta a firmare un documento. Ma anche voi, miei cari fratelli, conservate sempre vivo il ricordo di me, che intendo restare sempre amico vostro, sempre fervido amico della Bulgaria

mons. Roncalli nel 1934
In qualunque luogo del mondo mi accada di vivere, se alcuno di Bulgaria avrà a passare presso casa mia, durante la notte, fra le difficoltà della vita troverà sempre la lampada accesa. Batta, batta, non gli sarà chiesto se è cattolico o ortodosso: fratello di Bulgaria, basta, entri, due braccia fraterne, un cuore caldo di amico lo accoglieranno a festa…".
mons. Angelo Roncalli (1934)

Occorre ricordare che il Concilio scaturì
dal cuore del grande Papa Giovanni XXIII.
Noi siamo tutti davvero debitori
di questo straordinario evento ecclesiale.

Missionari Passionisti in Bulgaria



Russe, 21 ottobre 2010: Passionisti e Passioniste
festeggiano san Paolo della Croce
 
I primi missionari passionisti, p. Francesco Maria Ferreri (1740-1813) e p. Giacomo Sperandio (1749-1811) partirono da Roma il 28 luglio 1781 e dopo un viaggio avventuroso arrivarono in Bulgaria nove mesi più tardi. Essi concentrarono il loro lavoro nel nord della Bulgaria e cominciarono un apostolato capillare, visitando i villaggi dove c'erano dei cattolici e portando loro, oltre al conforto della religione, anche l'aiuto materiale concreto. Essi costruirono chiese e case religiose.
Nella città di Russe eressero la cattedrale dedicata a San Paolo della Croce fondatore dei Passionisti e il seminario. Costruirono poi due collegi, francese e inglese, per la formazione culturale della gioventù maschile e femminile. Attualmente i due Collegi confiscati dalla Stato durante il regime comunista, sono ancora in funzione e utilizzati oggi come scuole statali (uno è un liceo di lingua inglese e l'altro un istituto commerciale).
Col passare degli anni, l'apostolato divenne sempre più fecondo e portò frutti abbondanti. Le difficoltà furono tante, ma la Chiesa bulgara passò indenne attraverso varie persecuzioni avvenute soprattutto durante la dominazione turca.

P. Giacomo Sperandio
Ma la bufera più tremenda scoppiò con l'avvento del regime comunista filo-sovietico. Monsignor Eugenio Bossilkov, Vescovo passionista di Russe fu arrestato e ucciso nel 1952, i missionari stranieri espulsi e i Passionisti locali costretti ad interrompere ogni tipo di apostolato. I Passionisti sono ritornati in Bulgaria nel 1993, dopo la caduta del comunismo, per dare man forte ai Passionisti bulgari ormai vecchi e ammalati e ora il loro impegno si svolge nelle parrocchie, tra i giovani e nelle opere di carità. Parte dei beni che erano stati confiscati sotto il comunismo sono stati restituiti, ma in una situazione pietosa. Molte splendide chiese, costruite con tanto sacrificio, ridotte in uno stato pietoso durante il comunismo, sono state restaurate. Altre sono in fase di restauro.
Una nuova chiesa è stata costruita a Svishtov e un'altra a Pleven. Anche altri edifici parrocchiali sono stati sistemati. I missionari si sono rimboccate le maniche e stanno provvedendo a rendere funzionali le parrocchie per riprendere pienamente ogni attività apostolica in favore dei fedeli desiderosi di vivere apertamente la loro fede. Lavorano in Bulgaria vari sacerdoti passionisti italiani e un un anziano sacerdote passionista bulgaro, i quali curano le parrocchie delle comunità di Russe, Oresh, Malcika, Belene e Svishtov.

La storia della Bulgaria, sotto il profilo politico, economico e religioso, è la storia di una nazione che ha vissuto sempre ai margini della vita delle altre nazioni europee. Crocevia di molti popoli e di molte eresie, fin dal 1018 è stata sempre soggetta a domini stranieri, dai Bizantini ai Turchi, dai comunisti ai capitalisti di oggi. Anche la Chiesa ortodossa bulgara ha subito la stessa emarginazione. Infatti, fino a qualche tempo fa, era ritenuta "inaffidabile" dal resto dell'Ortodossia e il patriarca non poteva essere bulgaro ma greco. Tutta la Bulgaria ha circa 8.000.000 di abitanti (censimento del 2000), con molti turchi e zingari, ma oggi un gran numero di bulgari vive all'estero.