Si
è conclusa, qualche giorno fa qui a Belene, la seconda edizione della Scuola
estiva della Memoria.
La serata iniziale della Scuola della Memoria, presso il Centro Culturale "Eugenio Bossilkov", con la proiezione del film "Sopravvissuti" di Atanas Kiriakov. |
Lo
scorso anno, insieme a diversi amici conosciuti in questi anni, abbiamo pensato
di proporre ai giovani universitari questa sfida: dedicare cinque giorni
estivi allo studio e al confronto incentrato sulla memoria, in un periodo
in cui di solito gli studenti, terminate le lezioni, pensano a godersi le
vacanze per divertirsi o ad andare a lavorare per guadagnarsi qualche soldo.
Con
sorpresa di molti scettici, di fronte a questa proposta innovativa per la
Bulgaria (ma già collaudata da decenni in altri stati europei) l’anno scorso
hanno risposto positivamente 25 studenti, e quest’anno altri 23 hanno accolto
questa proposta.
In sosta presso la stazione ferroviaria abbandonata di Belene, dove arrivavano i carri bestiame carichi di prigionieri... |
Rivolgo
a loro, a questi studenti, un grande grazie! Grazie, perché mai nessuno di voi
era venuto prima a Belene, ed avete deciso di trascorrere qui ben cinque
giorni, atttanagliati da caldo e zanzare, in questo luogo sconosciuto eppur
molto conosciuto.
Grazie,
perché con il vostro interesse e la vostra curiosità smontate quel dogma
diffuso, che ai giovani non interessa il passato, che i giovani sono
superficiali, etc.
Grazie
soprattutto perché con la vostra presenza ed il vostro studio avete contribuito
ad allungare di un metro il Ponte della Memoria, e siete entrati con la vostra
freschezza il quel processo di trasformazione di Belene da un luogo di violenza
ad un luogo di pace, da un luogo di disperazione ad un luogo di speranza, da un
luogo di tenebre ad un luogo di luce, da luogo di morte a luogo di
resurrezione.
In ascolto dei testimoni, i sopravvissuti Halil e Rusi. |
Ringrazio
anche gli amici più grandi, che ci hanno accompagnato in questi giorni.
Professori, studiosi, ricercatori, storici, scrittori, sociologhi,
sopravvissuti del Lager… ognuno con la sua esperienza e con la sua ricchezza,
che hanno condiviso con questi giovani. E voglio ringraziarli uno per uno:
Luisa
Slavkova e tutta l’èquipe della Sofia Platform; la storica Vania Ivanova, il
politologo Hristo Panciukov; lo storico Momcil Metodiev; il ricercatore
Borislav Skocev; i sopravvissuti Rusi Krapetkov e Halil Rasim, gli artisti
Krasimira Butseva e Julian Shekirian, il direttore degli Archivi di Stato
Mihail Gruev, la direttrice dell’Archivio di Stato di Pleven Marinella
Jordanova, la sociologa Daniela Koleva
Ho
cercato anch’io di contribuire raccontando la vita del belenciano Eugenio
Bossilkov, le persecuzioni contro le Chiese cristiane (protestanti, ortodossi,
cattolici), ed accompagnando questi studenti nella visita dei luoghi della
Memoria a Belene.
Con gli studenti abbiamo visitato i resti del Gulag di Belene. |
Questo
serio ed intenso lavoro di ricerca e di riflessione, basato su
luoghi/documenti/testimonianza, che mette al centro della memoria le vittime
innocenti del regime totalitario comunista, è una via percorribile ed
affascinante soprattutto per i giovani. Giovani che non si accontentano di slogan
o idee preconfezionate, ma desiderano sapere ed interpretare i fatti del
passato.
Con
iniziative serie come queste viene sfruttato il potenziale educativo di Belene,
come luogo di Memoria e di incontro.
L’unico
neo in questa iniziativa… peccato che nessun cattolico (né studente, né docente)
e nessun giovane di Belene abbia partecipato… è proprio vero che a volte i più
lontani sono quelli che apprezzano di più quello che abbiamo e con i quali si
lavora meglio…
Alla fine della settimana, ogni studente ha preparato un book, con foto e riflessioni personali. |
Nessun commento:
Posta un commento