Come ormai tutto il mondo sa, dal 5 al 7 maggio prossimi papa Francesco visiterà la capitale Sofia ed il paese di Rakovski in Bulgaria. Come leit motiv della sua visita il Papa ha scelto le tre parole evangeliche e angeliche natalizie PACEM IN TERRIS, parole usate da san Giovanni XXIII per la memorabile omonima enciclica.
Il riferimento a papa Giovanni, che fu visitatore e delegato apostolico in Bulgaria dal 1925 al 1934 è molto chiaro. Ecco perchè mi pare bello riproporre qui uno stralcio dell'introduzione all'epistolario roncalliano "Il lupo, l'orso, l'agnello", dal quale sinteticamente si capisce in che bel vespaio si trovò catapultato il novello vescovo bergamasco, e di come riuscì a tessere fili di riconciliazione e pace in una situazione incancrenita da anni di conflitti.
Non sono esperto del sud della Bulgaria, e non mi risulta che ci sia stato un grande lavoro pacificatore svolto da mons. Roncalli in quel di Rakovski... ma certamente un po' di pace nelle terre della Bulgaria del Nord, tra Belene e Russe, quello sì che impegnò il futuro papa e santo. E visto che la Bulgaria non è solo sotto i Balcani, è bene dare una rivisita storica sopra i Balcani.
Quindi, buona lettura, che serve a conoscere la concretezza di cosa vuol dire portare, creare e custodire la pace in una terra concreta, in questo caso la Diocesi di Nicopoli nella Bulgaria del Nord.
IL CONFLITTO TRA DON KARL RAEV E MONS. THEELEN
Si può affermare, senza esagerare, che il conflitto tra il sacerdote bulgaro Karl Raev ed il vescovo olandese mons. Damian Theelen ha attraversato interamente il trentennale episcopato di quest’ultimo (1915-1946), senza mai essere risolto definitivamente. Tra aspri scontri e brevi oasi di riavvicinamento, fra scambi di parole infuocate e tentativi di convivenza, tra periodi di ossessivo rincorrersi od ignorarsi, questo trentennio mostra l’incompatibilità e l’incapacità di entrambi di comprendersi, di ragionare su questioni importanti trovando soluzioni condivise; mostra anche chiaramente come il carattere, le ostinazioni e i comportamenti di un singolo possono a volte condizionare la vita di una comunità più vasta, come può essere una diocesi.
Le questioni sul tappeto si possono focalizzare attorno ad alcuni nodi, che purtroppo non hanno mai ricevuto una soluzione chiara e decisa, provocando così incomprensioni profonde: la formazione di sacerdoti diocesani bulgari, la gestione amministrativa delle parrocchie, il sostentamento del clero, il rinnovamento della vita ecclesiale.
La persona attorno a cui ruotano la storia, qui raccontata, e i documenti, qui presentati per la prima volta al pubblico, è certamente don Karl Raev. Al di là di ogni giudizio sulla sua persona (che non compete a noi, che restiamo neutrali), le vicende di questo sacerdote cattolico bulgaro e dell’ambiente in cui si muove sono in se stesse molto curiose e vivaci.
Per comprendere il clima e la situazione nella diocesi di Nicopoli agli inizi del ‘900, in particolare nella zona di Belene, rimandiamo a due documentati ed approfonditi studi apparsi recentemente in Bulgaria, a cura di Svetoslar Eldarov e Rumen Vataski, purtroppo non ancora tradotti in altre lingue[1]. Pur partendo da due visioni diverse (Eldarov, cattolico, è uno storico militare, e quindi analizza e interpreta in fatti secondo le dinamiche del conflitto; Vataski, ortodosso, è uno storico della Chiesa, e quindi è attento anche ad altre questioni), numerose pagine di queste pubblicazioni sulla storia dei cattolici in Bulgaria sono appunto dedicate al nostro don Karl, una figura che ha vivacizzato la vita ecclesiale, sociale e politica della prima metà del XX secolo in Bulgaria, e ci offrono un quadro abbastanza preciso su come si svolsero le vicende di Belene e della Diocesi di Nicopoli.
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| Don Karl Raev, parroco di Belene |
Le questioni sul tappeto si possono focalizzare attorno ad alcuni nodi, che purtroppo non hanno mai ricevuto una soluzione chiara e decisa, provocando così incomprensioni profonde: la formazione di sacerdoti diocesani bulgari, la gestione amministrativa delle parrocchie, il sostentamento del clero, il rinnovamento della vita ecclesiale.
La persona attorno a cui ruotano la storia, qui raccontata, e i documenti, qui presentati per la prima volta al pubblico, è certamente don Karl Raev. Al di là di ogni giudizio sulla sua persona (che non compete a noi, che restiamo neutrali), le vicende di questo sacerdote cattolico bulgaro e dell’ambiente in cui si muove sono in se stesse molto curiose e vivaci.
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| Mons. Damian Theelen, vescovo di Nicopoli |













