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| La chiesa abbandonata di S. Croce |
L'altro giorno sono tornato di nuovo a Trenciovitza. Insieme al parroco don Stefan Kalapis abbiamo fatto quattro passi per le strade sterrate del paese, andando a vedere anche la chiesa della Santa Croce, ormai abbandonata da più di 20 anni e in procinto di crollare.
Confesso provare sempre un po' di tristezza e sconforto passando in mezzo alle case semi abbandonate di questo paese, che negli altimi anni è passato da 3.000 abitanti agli attuali 600 circa, quasi tutti anziani.
Questo rimpicciolimento mi fa pensare al lontano 1782, quando qui arrivarono i primi due passionisti, e trovarono un piccolo paese formato da 36 famiglie, per un totale di 281 persone (
Visita Pastorale del 1778).
Se ha ragione il Vangelo, quando dice: "Se non diventerete piccoli... non entrerete nel Regno dei Cieli", anche l'attuale situazione non deve essere vista solo come un problema annaffiato di rimpianti ed utopie.
Ma appunto questa piccolezza è un'ottima situazione, come nel 1782, per essere culla, granello di senape, cucchiaio di lievito, perla nascosta, chicco di sale...
Proprio per questo pubblico qui le prime due lettere di p. Giacomo e p. Francesco, scritte nel primo mese della loro permanenza a Trenciovizza. In esse non c'è nessun lamento sulla piccolezza della comunità, anzi, emerge lo stupore per le piccole cose, dal semplice Rosario recitato per la prima volta in Bulgaro alla squisita accoglienza, dal primo battesimo alla semplice benedizione dei campi.
Nel loro spirito non c'è nemmeno l'ombra di rimpianti, frustrazioni, scoraggiamento.
Ma solo stupore, curiosità, gioia, voglia di lavorare, di pregare, di condividere la vita di quei 281 trencioveni.
Penso che, con lo studio e la preghiera, abbiamo bisogno un po' tutti noi di recuperare un po' della loro spiritualità.
11/05/1782 - Lettera di p. Giacomo Sperandio a p. G. B. Gorresio
Al Reverendissimo Padre Padrone Colendissimo
Il Padre Giovanni Battista di S. Vincenzo Ferrerio
Preposito Generale de’ Passionisti
nel Ritiro de’ SS. Giovanni e Paolo a monte Celio. Roma.
Jesu Christi Passio
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| Una "ragazza" trenciovena e don Stephan |
Reverendissimo Padre.
Colla presente vengo a darle notizia del nostro viaggio fatto da Buccoreste fino a questa nostra Missione, e del ricevimento che abbiamo avuto da questi buoni cattolici.