8 luglio 2020

Il piccolo principe scemo Ludovico ed il magico bicchiere vuoto


Un giorno Borislavo, il potente Re slavo della slava Bulgaria, decise di partire per un lungo viaggio. Vedendo le cose in prospettiva… al suo ritorno gli sarebbe piaciuto ritrovare il proprio regno in ordine, e così distribuì tra i suoi sei più uno (cioè sette) figli le varie zone del regno. E questa prospettiva gli diede molta pace nel cuore: sicuramente il regno avrebbe avuto buone prospettive di restare saldo, e addirittura di prosperare.
E siccome Borislavo non era un padre padrone, ma un re saggio, ad ognuno affidò un compito consono ed adeguato, come farebbe un buon allenatore mettendo il portiere in porta, i difensori in difesa, gli attaccanti in attacco. In fondo, questi ragazzi erano farina del suo sacco, e li conosceva più che benissimo.
Al maggiore, Umno Sickorasbira[1], affidò ovviamente, senza se e senza ma, la cura di Sòfia, la capitale del Regno, creandolo vicerè. Un ragazzo saggio, ponderato, prudente, riflessivo… chi meglio di lui poterebbe gestire saggiamente il tutto?
A Parìchkov Kokòshkov Slatnijaizà[2], che coi soldi ci sapeva ben fare, e già all’asilo aveva riempito ben 72 maialini di monetine, affidò le finanze del Regno. Un ragazzo parsimonioso, preciso, meticoloso, di manica stretta, mai in preda a sentimentali scatti di generosità… chi meglio di lui poterebbe gestire saggiamente le finanze?
E così pure agli altri (non sto qui a ripetervi cose ben conosciute dai libri di storia…) affidò a ciascuno un compito, adatto e proporzionato alle loro capacità. Al più muscoloso l’esercito, al più chiaccherone la Tivù di Stato e le pablik relescion, allo spendaccione quintogenito l’agricoltura e le foreste (era l’unico col pollice verde e sempre al verde), al muscoloso sestogenito il Turismo ed il Culturismo.
E tutti e sei le caselle furono riempite.
Soddisfatto, il Re convocò rassegnato anche il settimo figlio, il piccolo principe Ludovico[3], che non solo era il principino più piccolino, ma era anche un po’ diverso dagli altri… un po’ suonato, mezzo scemo (alcuni dicono del tutto…), parlava e urlava sempre, insomma… in teoria, era fuori dal giro e pure era sempre su di giri.
“Ciao, papi! Tu partire! Viaggio buono! Io aiutare. Belli regali fratelli miei regali! Io anche volere ‘galo! Io piccolo passo uomo… grande passo umanità. Cosa fare? Dire tu a me! Tu dire, io fare, senza in mezzo mare!”, disse Ludovico al padre.
“Tesoro mio, mio caro e prezioso e inimitabile e unico pulcino e delfino… Ho riservato per te il compito più impegnativo, più importante, più prezioso, che solo tu, colle tue uniche qualità, puoi espletare…”, gli disse con voce materna e suadente il Re.
“Forte! Super! Bello! Io spletare! Io spletare! Io spletare missione di padre mio!”, rispose entusiasta e felice come una Pasqua il piccolo Ludovico.
“Ecco: ti affido questo bicchiere magico, unico e inestimabile, costruito dalle fate e dagli elfi, nella notte dei tempi, con la luce cristallizzata del primo raggio di sole della creazione! Mi raccomando: se si rompe… crollerà il Regno! Sta attento, neh!”, gli disse il Re, dandogli in mano un normale anonimo bicchiere da tavola vuoto fatto in Cina, e dimenticato sul tavolo dalla cameriera.
“Usti! Uau! Urca! Ludovico cavaliere custode. Ludovico custodire. Ludovico salvare Regno! Mission possibol! Io missione. Io fare. Tu sicuro stare!”, gridò il piccolo principe, sprizzante gioia dai pori tutti e sringendo al cuore il vuoto bicchiere.
“Ah… dimenticavo… te la sentiresti di compier un’altra piccola missione? Sai, i tuoi fratelloni farebbero a gara per espletarla… ma sono molto impegnati, e tu potresti dar loro una mano, se accetti anche questo compito…”, disse il Re.
“Sì, papi! Io fare! Io Aiutare! Missione. Missione doppia. Sì. Eccomi. Viva il Re!”, rispose l’entusiasta Ludovico.
“Bene. Affare fatto: mentre io sono via, andrai a Belene, dove abita il nonno… Sai, quello vecchio vecchio di quasi cento anni… Quello che ha creato e fondato ed avviato il Regno”…
“Nonno! Sì, nonno: io conosco! Bene volere io lui. Bene volere lui me.”
“Bravo: l’importante è volersi bene! Ricordati le medicine mattino mezzogiorno sera, pannoloni, barba e capelli e unghie, lavare e stirare… e farlo uscire entrare girare… E mi raccomando: il bicchiere magico, né! E non creare problemi! Okkei?”.
“Okkei orekkei bokkei! Sì, Papà: tutto tu detto, io subito fatto! No problemi.”.

E si salutarono.
Il Re Borislavo partì sereno e con il cuore in pace, con la prospettiva certa che non ci sarebbero stati problemi: il Regno era nelle buone mani dei suoi sei figli maggiori, ed il piccolo principe non avrebbe creato problemi, giocando col vuoto innocuo bicchiere e cambiando pannoloni mortiferi pieni.
I sei figli si misero al loro lavoro, con la prospettiva di accontentare il padre, e soprattutto con la prospettiva di accrescere i loro soldi, il loro potere, il loro nome. Chissà… se faccio tutto bene, come Dio comanda… magari mi fanno pure Re….
Il piccolo Ludovico… beh… se ne andò a Belene col suo bicchiere magico a curare il nonno. E tutti si dimenticarono di lui, del bicchiere e del nonno.
E passarono i giorni, e passarono le settimane, poi i mesi, e pure gli anni.
E le prospettive che Re Borislavo tornasse… scemavano di giorno in giorno.
E fu così che per il Regno non ci furono più prospettive: i sei fratelli si fecero la guerra, il regno crollò, ed ognuno si fece il suo regnucolo, e nacque così l’esarcato: sei piccoli feudini, uniti solo da un bel nome ed un glorioso passato.
E non vissero né felici né contenti, in eterna lotta, invidie e gelosie tra loro.

Quello che invece visse, vive e vivrà sempre felice e contento fu il piccolo principe Ludovico che, essendo tutto scemo e suonato, è ontologicamente sempre contento e felice. Ora vi racconto cosa combinò a Belene, e per comodità vi traduco in prosaico italiano corrente quello che si dissero lui ed il nonno, visto che Ludovico parlava nel tutto suo linguaggio da scemo, ed il nonno senza denti e con perpetua bava alla bocca biascicava un po’ e mica tutto si capiva.

“Ciao, nonno Ghirgi!”, disse Ludovico appena giunto a Belene, abbracciando con cautela il nonno centenario.
“Ciao, piccolo! Benvenuto a Belene! Perché tanta cautela?”.
“Beh, ho qui nascosto sul cuore un bicchiere magico…Il papà mi ha detto di custodirlo, che è unico e moltissimo prezioso..”
“Quale bicchiere magico? Fammi vedere..”
“Eccolo!”, disse Ludovico, estraendolo con somma cura e delicatezza dal suo cuore.
“Usti!”, esclamò il nonno, vedendo quel comune anonimo bicchiere da tavola, “ma lo sai che questo è il mitico Sesdatello?!?!?”
“Sesdatello[4]?!? Ma da quando i bicchieri hanno un nome proprio?!?”
“Beh… i bicchieri normali si chiaman bicchieri… questo invece è il magico bicchiere creato dalle fate e dagli elfi… Quello con cui io ho creato il Regno!”
“Usti! Ma come hai fatto? E’ un bicchiere vuoto…”
“Vuoto? Non scherzare! E’ pieno! Pienissimo! Strapieno! Straboccante, direi. Se non ci credi… adesso ti mostro come ho fatto io a far uscire da questo bicchiere tutto il Regno che tu conosci. Ti va di provare? Fai tutto quello che ti dirò, ed anche tu creerai un Regno!”
“Sì, dai! Pronti! Via!”.
E fu così che il nonno mostrò allo stupefatto Ludovico la potente magia di quel bicchiere pieno. E tra un pannolone e l’altro, i giorni che passarono furono straboccanti, e Ludovico e nonno Ghirgi vissero strafelici e stracontenti. E dopo molti anni Ludovico divenne Re del nuovo Regno di Belene, che si estendeva dal Polo Nord al Polo Sud, e dal muro est della casa di Ghirghi al muro ovest della stessa casa di Ghirghi: un Regno mai visto su questa terra, che abbracciava tutto il globo e praticamente non aveva confini.
Vuoi sapere come questo Regno uscì dal bicchiere vuoto? Eccoti la storia.

Nonno Ghirghi prese in mano il bicchiere, e contemplandolo disse: “Eh sì, sei proprio tu, mio caro e vecchio Sesdatello! Felice di rivederti”, e lo mise nelle mani del piccolo principe, dicendogli: “Bene, per prima cosa devi svuotare il bicchiere!”.
“Svuotare? Ma se è già vuoto…”, disse lo sbalordito Ludovico.
“Svuota, svuota, svuota tutto! La kenosi totale è la prima magia da compiere! Ma come, sei così cieco da non vedere che è pieno? Ti hanno davvero così rovinato giù in città? Su, svuota questo benedetto bicchiere e poi riempilo!”
“Ah! Adesso vedo: è pieno di aria!”
“Bravo! Complimenti! Ora… vede quelle lumache lì nell’erba? Prova a metterle dentro. Ludovico fece come gli aveva detto Ghirghi, quindi esclamò: “Usti! Adesso è pieno!”.
“Vedi? Solo se lo svuoti… poi si riempie: è magico, no?”, disse sorridendo il nonno. “Ora vai al ristorante e vendi le dieci lumache, e torna con i dieci euro.
Ludovico fece come il nonno aveva detto. Andò al ristorante, vendette le lumache ad un euro l’una e tornò raggiante da Ghirghi: “Urca! Nonno Ghirghi! E’ successo quello che avevi detto: son diventato ricco! Prima non avevo nulla, adesso ho dieci euri!”.
“Oh… ti accontenti di poco… Ma la magia è molto più grande! Ora riempi il bicchiere con le monete, vai dall’erbivendolo, svuota bene il bicchiere sul bancone, poi riempilo con 100 semi di frumento e 100 semi di pomodori e 100 semi di pioppo, poi torna.
Ludovico fece tutto quello che Ghirghi gli disse. Tornò col bicchiere pieno di 300 semi. Ed il nonno gli disse: “Bene, è una cosa bella e buona. Ora: cosa fa di solito un seminatore coi semi?”
“Beh… esce e li semina…”, disse Ludovico.
“Bravo, avanti… Vai, svuota il bicchiere, semina! E poi riempi di acqua il bicchiere magico e bagna. E poi, al tempo del raccolto, raccogli nel bicchiere i semi di frumento e portane metà al mulino, e ritorna col bicchiere pieno di farina. L’altra metà riseminale. Lo stesso coi pomodori: ritorna col bicchiere pieno di polpa di pomodoro. E ricorda di lasciare metà pomodori per avere i semi da seminare. I pioppi, per ora, lasciali crescere: quelli si arrangiano tra loro ad inseminarsi. Fai questo per cinque anni”
Ludovico fece quanto il nonno gli disse, per cinque anni.
E ogni anno raddoppiavano i semi, raddoppiava il raccolto, raddoppiavano i pioppi.
Con la farina e la polpa di pomodoro, e qualche ramo di pioppo, Ghirgi e Ludovico aprirono una pizzeria, e che pizze facevano! Magiche! E poi aprirono pure un forno del pane, vista l’abbondanza di farina, pomodori e pioppi.
In cinque anni aprirono una catena di ben 999 pizzerie e 999 forni del pane, e pure 999 biscottifici, 999 panettonifici, 999 pastifici, 999 sughifici, 999 cartiere e 999 pellettifici. Una potenza produttiva mondiale.
In pratica crearono dal nulla un Regno mondiale, con utili e dividendi stratosferici, milioni di dipendenti e collaboratori, e soprattutto miliardi di stomaci pieni di buon pane e buona pizza al pomodoro di Belene.

E quando dopo molti decenni l’ormai ex Re Borislavo tornò a casa, ormai vecchio decrepito col pannolone e senza denti… trovò i sei figli a rodersi il fegato nell’ormai decaduto ed impoverito esarcato. Ovviamente nessuno di loro lo degnò di uno sguardo: mica avevan tempo per un vecchio decaduto.
E fu così che Borsilavo andò a Belene, dove in ginocchio, con molta vergogna, cadde ai piedi dell’ormai potentissimo Ludovico, il Re della Pizza e della Michetta:
“Figlio mio… perdonami per averti disprezzato e trattato come uno scemo, e di non averti dato mai fiducia… e di averti abbandonato ed imbrogliato con quello stupido bicchiere vuoto… Per me tu eri solo un piccolo e stupido scemo…”
“Ma che dici, Papà! Tu sei stato un super papà! E solo a me hai dato l’onore e la missione di custodire il magico bicchiere!!!”.
E gli raccontò tutta la storia, incredibile ma vera, di Sesdatello.
E così oggi a Belene il piccolo Ludovico, oltre a dirigere il suo impero della Pizza e della Michetta, si prende cura e cambia i pannoloni al vecchissimo nonno Ghirghi ed al vecchio papà Borislavo. E sapeste come tutti vivono felici e contenti!


[1] Questo nomen in bulgaro significa: “Intelligente CheCapisceTutto”.
[2] In bulgaro: “Soldino Gallinadalleuovadoro”.
[3] In lingua bulgara LUDO significa SCEMO, e VIKO significa GRIDARE, quindi “Scemogridante”.
[4] Nelle linge slave Sesdatel non è la compagnia telefonica dei Sei, ma semplicemente significa “Creatore”.

3 luglio 2020

Senza trucchi, nè magia... il Nobèl va a zia Maria! Per il settor: DIPLOMAZIA.

Il famoso Santuario del famoso San Saltimbanco,
sulla sponda del Danubio a Belene in Bulgaria,
dove vive la Zia Maria.
C'era una volta una famosa ed antica via,
che casualmente portava a Belene in Bulgaria,
e casualmente finiva vicino alla farmacia
sulla del bel Danubio blu bulgara ria
(in bresciano: "la sponda").

In parte alla suddetta farmacia
casualmente sorgeva un'enorme abbazia
dove casualmente viveva la zia Maria,
che del prete era la popadìa
(in bulgaro: "la moglie del prete").

Da tant'anni, fors'ottanta ormai, la zia Maria
ogni giorno in chiesa faceva pulizia,
con ogni attenzion e somma dovìzia,
e mai una multa s'era presa dalla polìtsia
(in bulgaro: "la polizia")

Or se un po' di tempo a disposizione c'hai,
ti racconto di quando molto giovane e bella era assai,
e del suo Premio Nobèl, vinto da anni ormai,
mentre lento lento ed in santa pace tu bevi il tuo ciai
(in bulgaro: "il thè").

30 giugno 2020

Mannaggia, siamo all'ultima spiaggia!

C'era una volta (e, di per sè, c'è ancora e ci sarà sempre...) un tale, la persona più ricca, più potente, più famosa di tutto l'universo. Questo tizio aveva (e di per sè ha ancora, e avrà sempre...) un figlio. Il figlio di questo tizio, che non si chiamava nè Caio nè Sempronio, un curioso giorno inventò un curioso gioco ed uscì di casa per intraprendere un curioso viaggio. Davvero molto originale e curioso!

Fingendosi muto, si appese un cartello al collo, con scritto sopra,  a caratteri cubitali, in tutte le lingue del mondo, questa semplice frase di due parole:


Търся настаняване
การห าที่พัก
Gushakisha icumbi
निवास  शोधतआहे
Terapu kaainga
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Tìmkiếm chỗở

26 giugno 2020

Sula Fede e sulla Società / За Вярата и за Обществото

Eugenio Bossilkov partecipa a "Fede e Società", e tutta la Bulgaria lo ascolta.
Nella mia ormai lunga vita, per diversi motivi, non ho mai partecipato a manifestazioni di piazza, cortei di protesta, comizi, sit-in e analoghi eventi.
Lodevoli riunioni di persone, si capisce, espressione democratica che (se non violenta, rispettosa e propositiva) ovviamente stimo e ritengo arricchente per la società. Ben vengano queste colorate manifestazioni, quando sono in difesa della vita, della natura, dei diritti, delle persone, o per sensibilizzare la società su alcuni temi importanti e preziosi (come il razzismo, la mafia, l'inquinamento, la discriminazione).
Non ho mai partecipato, ma domani, per la prima volta, scendo in piazza anch'io, e alle 14.00 sarò davanti alla sede della Televisione Nazionale Bulgara (la RAI nostrana, per intenderci), insieme a tante altre persone, mi auguro. Perchè?

Belene, una Chiesa ed un Santuario con le porte aperte

Nel prossimo mese di settembre la chiesa parrocchiale "Natività di Maria" e Santuario Diocesano "Beato Eugenio Bossilkov" di Belene, dopo 2 anni di chiusura per lavori di ristrutturazione, riaprirà i battenti.
Un evento che coinvolge in primis la nostra locale comunità cristiana, tutta la Diocesi e la Chiesa Cattolica in Bulgaria, i Missionari Passionisti e, ovviamente, tutto il mondo, essendo l'unico santuario al mondo dedicato a questo martire belenciano.
Questa riapertura, che non è solo un fatto materiale, ma un evento, un momento altamente simbolico di grazia, accade in quest'anno 2020, ricco di giubilei. Quest'anno celebriamo infatti:
  • 160 anni dalla costruzione di questo tempio, ultimato nel 1860;
  • 120 anni dalla morte di p. Eugenio Valente, il parroco passionista che ne seguì la costruzione;
  • 120 anni dalla nascita e dal battesimo di Eugenio Bossilkov;
  • 20 anni dalla dedicazione di questa chiesa a Santuario Diocesano.

Tutte queste ricorrenze ci portano a ricordare il cammino percorso, ed a rilanciarci con entusiasmo in avanti, sfruttando le potenzialità ancora presenti e magari poco sfruttate, e procedendo seguendo prospettive rinnovate.

25 giugno 2020

Il cicalo di Cicola e la sua formica amica. La strabiliante e strampalata e traballante storia di Cicolo di Cicola e di Mica la formica.

Nell'ameno e sconosciuto villaggio orobico di Cìcola, adagiato tra le sponde del possente Cherio
e le pendici silvestri delle colline della Val Cavallina, viveva una volta lo sconosciuto signor
Rhynchota Homoptera Auchenorrhynca,
per gli amici Cìcolo, un non famoso cicàlo (cioè una cicala di genere maschile) che poi divenne il ben più famoso Cìcolo il Cicàlo di Cìcola.

23 giugno 2020

Se non vai di fretta, e sei una buona forchetta, dai che t'insegno la ricetta della polpetta perfetta!


Sulla riva del grande fiume di Belene in Bulgaria nei Balcani,
là sedeva piangendo un povero cuoco bergamasco di campagna,
e sulle placide ed amene acque, aleggiava da ott'anni la sua lagna.
Ai salici di quella terra aveva appeso le sue pentole ed i suoi tegami.

"Ohi ohi, ohimè... Come cucineremo della terra nostra piatti prelibati...
Mandato qui fui per sfamare tanta gente di buon cibo assetata, 
sol un pentolon vuoto dato mi fu, e detto mi fu: "Mò arràngiati!
Provai, provai e riprovai, ma alla fine facevo la solita frittata.

Nell'ottavo anno dall'arrivo a Belene dell'in tutto il mondo famoso chef orobico Pierino Tagliabue, il giorno ottavo del mese ottavo, alle 8 e zero 8 del mattino, mentre il suddetto Tagliabue Pierino, orobico chef famoso nel mondo tutto piangendo sedeva sul grande fiume dei Balcani...
una persona, dalla sponda opposta iniziò a dirigersi verso di lui, camminando sulle acque.

20 giugno 2020

Su! Forza! Che aspettate?!? Arrestate l'enfant terrible!

Belene, pur trovandosi alla fine della strada alla fine del mondo alla periferia più periferica della Storia... è un luogo ben conosciuto, almeno per nome, in tutto l'universo: è infatti il luogo di "detenzione" più famoso dell'orbe terrestre.
Questa sua immensa fama di prigione, che fa ombra al montecristiano castello d'If, che se ne fa un baffo di Alcatraz, che manda in pensione Robben Island, che oscura la Kolyma, che esorcizza pure la papilloniana Isola del Diavolo... le deriva da tre parti:

18 giugno 2020

Io sono colui che sono

Forse non tutti sanno che Belene si trova all'interno di un bellissimo Parco Naturale, cioè circondata da una stupenda e paradisiaca natura, che se ne stava lì da molto tempo, da che mondo è mondo, ben prima che i belenciani costruissero Belene, e ben prima che qualcuno dicesse che è un Parco Naturale.
E come in tutti i Parchi Naturali che si rispettino, anche nel Parco Naturale Persina (questo è il nome datogli dagli uomini) vivevano numerose famiglie, a migliaia, che tutto il blog non basterebbe per contenerle:
in acqua vivevano le famiglie Storioni, Carpe, Lucci, Cavedani, Trote, Orate, Siluri, Tinca, Carassio... ed altre centinaia.
in cielo vivevano le famiglie Cicognani, Aironi, Cardellini, Verdoni, Taccola, Papera, Cigni, Cormorani, Usignoli, Pellicano, Germani, Beccacci... ed altre centinaia...
sulla terraferma vivevano le famiglie Volpi, Donnola, Lontra, Ermellini, Cinghiali, Lepre, Fagiano, Tasso, Caprioli, Capra, Lupi... ed altre centinaia...
nelle paludi poi, assai numerose, vivevano le famiglie Rana, Rospi, Biscia, Biscetta, Biscioni, Alligatori, Ippopotami... ed altre centinaia...
In questo luogo straripante di vita, tanto tanto tempo fa accadde quello che di solito non dovrebbe accadere, ma che qualche volta, con buona pace di tutti, accade: un miracolo!
Sentite un po' qua...

16 giugno 2020

Una risposta non violenta non è assenza di risposta violenta, ma una non violenta risposta. Perchè... qui tacet consentire videtur, diceva anche il Moro Tommaso. Quindi: W il dialogo! A domanda... risposta. Interrogati, rispondiamo. Ovvero: mica sempre la storia deve essere il monologo dei prepotenti...

Nabot viene lapidato davanti alla sua vigna di Izreel, dalla Weltchronik di Rudolf von Ems (XIV sec.)
Tutti i cristiani cattolici di rito latino sicuramente oggi saranno andati a messa, o nell'impossibilità avranno certamente letto e meditato le letture della Parola di Dio di oggi.
(Quelli dei riti orientali son scusati se non capiranno quanto segue... e quelli di rito ambrosiano posson rimediare leggendo quello stupendo volumetto del loro padre Ambrogio, che dovrebbe esser sicuramente ancorato sul loro comodino, volumetto un po' datato (ha solo 1600 anni), ma pur sempre fresco, addirittura da esser consigliato nientepopòdimeno che dal Papa felicemente regnante).
Premesso ciò, sentite cosa successe a Belene, tanto tanto tempo fa, prima della Democrazia e del Diritto, prima del Regime e del Sopruso, prima del Regno e del Potere Reale Conferito dal Cielo....