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4 dicembre 2014

Такос чудо никога не е имало! Un miracolo così non si è mai visto!

Pubblichiamo qui, in italiano e bulgaro, gli interventi che abbiamo ascoltato a Belene durante l'inaugurazione della piazza e del monumento dedicati a san Giovanni Paolo II.
E' stato davvero un momento molto bello e significativo, al quale han partecipato oltre un migliaio di persone.

Buona lettura!

B E L E N E - 15 Novembre 2014
Benedizione della Statua di San Giovanni Paolo II

Saluto di Mons. Anselmo Guido Pecorari, Nunzio Apostolico in Bulgaria

Carissimi fedeli cattolici, qui convenuti a Belene, assieme a persone di altre confessioni religiose e di altri credi ideologici.
Carissimi Vescovi, Sacerdoti, Religiosi, in particolare della Congregazione dei Passionisti. Distinte Autorità Civili e altre Autorità dello Stato.
È per me una gioia e onore benedire questa statua dedicata a Santo Papa Giovanni Paolo II.
Come sapete egli ha visitato Bulgaria nel 2002, ha beatificato a Roma il Vescovo Mons. Eugenio Bossilkov, ed a Plovdiv i sacerdoti Pavel, Kamen, Josafat. Questi tre atti lo uniscono profondamente e per sempre alla nazione Bulgara.
Prima di svolgere il mio servizio come Nunzio Apostolico in Bulgaria, io ho collaborato quotidianamente e direttamente, in Segreteria di Stato, con il Santo Giovanni Paolo II. In tale periodo ho partecipato e offerto la mia collaborazione alla realizzazione dei suoi progetti e delle sue iniziative. Posso dirvi che già nel 1992 Egli aveva in animo di visitare la Bulgaria e di Beatificare i martiri che ho sopra menzionato.
Siamo vicini al grande fiume Danubio che attraversa Europa da Occidente a Oriente e che ha visto, sulle sue rive, scorrere vicende belle e tristi per tutta l’Europa.
Non posso tacere quello che San Giovanni Paolo II ha compiuto, fin da giovane, per opporsi ai totalitarismi che hanno insanguinato il XX secolo. Egli sognava, e lo diceva continuamente nei suoi discorsi, soprattutto prima del 1989, un Continente Europeo, unico. Affermava che l’Europa avrebbe dovuto respirare con due polmoni, ugualmente importanti e necessari, fondati sulle comune radici cristiane. Egli ha potuto vedere solo in parte la realizzazione di questo suo profondo desiderio.
Ora la sua immagine rimarrà qui a Belene, come segno dell’incontro delle civiltà di oriente e di occidente, vicino a luogo in cui hanno versato il loro sangue i nostri cari martiri, in nome della loro fede in Dio e della loro aspirazione a un mondo più fraterno e migliore. Tuttavia l’immagine più bella non è questa statua, ma è quella che è stampata dentro di noi. In noi vediamo il volto e la persona di San Giovanni Paolo II, riascoltiamo ancora oggi le sue parole.
Chiediamogli, nella preghiera, che egli interceda per la Chiesa Cattolica presente in Bulgaria, per tutta questa cara nazione e per il suo popolo, e perché si realizzi il sogno del grande santo Papa di avere un Europa sempre più unita, pacificata, aliena da totalitarismi e profondamente radicata nella fede cristiana.

23 novembre 2014

Costruite comunità, non isole - Градете общности, а не острови.

Il Presidente della Bulgaria,
Rosen Plevneliev
Discorso di Rosen Plevneliev,
Presidente della Repubblica di Bulgaria,
durante la tavola rotonda
“Testimoni della fede durante il regime comunista”

Egregio signor Sindaco, Vostre Eccellenze ed Autorità, cari amici.

Ci siamo riuniti oggi, in questo luogo-simbolo delle persecuzioni comuniste, per onorare i martiri del comunismo e per valutare l’eredità di una politica che ha cercato di cancellare la fede dalla vita della società bulgara.

Ma il Lager sull’Isola Persin di Belene non è solo simbolo della violenza politica senza precedenti che ha investito la Bulgaria dopo il 1944: esso è il vero e proprio Golgotha di migliaia di prigionieri, che il regime comunista osava definire “ex-persone”.

“A chi serve la memoria di queste sofferenze?”.

Questa domanda me la faccio non solo io, non solo noi tutti insieme. Questa domanda se la fa anche Stefan Bocev, il narratore della vita nel campo di concentramento di Belene (autore di un memoriale di mille pagine sugli anni trascorsi in esso, n.d.t.).

Ecco la sua risposta: “Come ogni singolo individuo, così anche ogni popolo, per diventare saggio deve capire se stesso, deve trarre insegnamento dalle proprie azioni od omissioni, dagli errori e dalle follie del percorso fatto. Un uomo che mente a se stesso, non può diventare saggio. Un popolo che chiude gli occhi sulla propria storia non può aspettarsi di agire più saggiamente nel futuro”.

La violenza politica, che ha letteralmente inondato l’Europa e il mondo durante il XX secolo, non ha risparmiato la Bulgaria. Molte altre nazioni europee hanno sofferto ugualmente a causa dei regimi totalitari ed autoritari. Milioni di persone sono diventate vittime di ideologie irrazionali, che osarono mettere se stesse al posto di Dio e decidere il destino del proprio popolo.

Questi regimi sono stati giudicati non solo dalla storia, ma anche dai popoli che furono loro vittime. Purtroppo la Bulgaria fa parte di quei pochi paesi europei nei quali il ricordo delle vittime continua a dividere la nazione, e non ad unirla.

Padre Paolo, rettore del santuario "Beato Eugenio Bosilkov" di Belene,
mostra al Presidente Rosen Plevneliev e all'eurodeputato Andrei Kovacev
alcune delle 8.000 pagine della Sicurezza di Stato contro i martiri cattolici.
Quali sono gli errori storici, che le migliaia di ex-prigionieri non ci concedono di dimenticare?

In primo luogo, la violenza non è un mezzo di soluzione delle controversie politiche. In Bulgaria questa violenza è esistita anche prima del 9 settembre 1944, ma dopo tale data è diventata massiccia ed estesa. Dopo la prima ondata di repressioni, che causò la morte di decine di migliaia di persone, altre decine di migliaia furono rinchiuse nei lager dell’Isola Persin, di Lovech, di Kutsian, di Bogdanov Dol, di Nojarevo e in altri, dove furono sottoposte a condizioni disumane, a causa delle proprie convinzioni politiche e religiose, a causa della propria etnia o discendenza. Ministri e deputati, imprenditori, funzionari ed intellettuali, contadini, anarchici, insegnanti, perfino alcuni comunisti furono rinchiusi in questi lager.

21 novembre 2014

ПАМЕТТА ЗА МЪЧЕНИЦИТЕ / LA MEMORIA DEI MARTIRI

Pubblico qui il discorso che padre Paolo Cortesi avrebbe voluto fare sabato scorso a Belene, in occasione della Festa dei Martiri Bulgari, ma che per mancanza di tempo è stato saltato (comunque ce l'avevano tutti nella cartelletta). Buona lettura!

Signor Presidente, Vostre eccellenze, cari ospiti, carissimi belenciani. Domenica scorsa, commemorando i 25 anni della caduta del muro di Berlino, papa Francesco ha detto: “Preghiamo perchè si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione. Dove c’è un muro c’è chiusura dei cuori. Servono ponti e non muri!”
Uno dei ponti da ricostruire, insieme, è il ponte tra il presente e il passato. Il ponte della memoria.
Ed allo stesso tempo, questo ponte della momoria ci permette di costruire, insieme, il futuro.

“Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”, scriveva l’autore cileno, Luis Sepulveda.
Ecco perché siamo qui, oggi insieme, noi rappresentanti delle chiese cristiane e delle istituzioni civili: per aiutare il popolo bulgaro a ricostruire il ponte della memoria, in particolare della MEMORIA DEI MARTIRI, delle vittime innocenti del passato.
Fare memoria è uno dei pilastri della fede ebraico-cristiana.
Dal comando di Dio a Mosè e al popolo liberato: “Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto. Guardati bene dal dimenticare”, fino al comando di Gesù “Fate questo in memoria di me”, si può dire che tutta la Bibbia, e gran parte del lavoro e della preghiera dei credenti, consiste nel fare memoria, nel non dimenticare, del cercare sempre le proprie radici nella storia vissuta.
padre Zoran (ortodosso), p. Paolo (cattolico),
il Presidente della Repubblica, il Sindaco di Belene,
mons. Hristo (cattolico) e il pastore Bedros (protestante)
commemorano insieme i martiri del regime comunista in Bulgaria
Come chiese cristiane, esperte di memoria, possiamo e dobbiamo offrire questa testimonianza a tutti: fa parte della nostra identità collaborare con tutto il popolo bulgaro nel costruire una memoria condivisa e riconciliata del passato.
            Mi auguro che tutti, in particolare i giovani, percorrano questo percorso della memoria, senza paure, con coraggio. Come cristiani desideriamo che il popolo bulgaro viva riconciliato e sereno nel presente, ricordando il proprio passato e costruendo insieme un futuro migliore.
In questa memoria collettiva un capitolo speciale, direi fondamentale, è quello dedicato alle violenze e alle vittime innocenti dei regimi totalitari che hanno sconvolto l’Europa del XX secolo, e hanno segnato con ferite dolorose anche la nostra Bulgaria. Ferite profonde, che vanno curate. Non si guarisce nascondendo o dimenticando, ma portando alla luce e curando.

20 novembre 2014

Che bello questo popolo che fa memoria!


Al mattino presto, davanti alla porta della Storia:
speriam che venga qualcuno...
La calma è ormai tornata a Belene, e tutto sembra tornato come prima del 15 novembre scorso.
Le solite attività, le solite buche piene di acque, le solite lamentele per la mancanza di lavoro, le solite facce. Sembra che nullo sia successo...
Sembra, perchè adesso siamo dopo il 15 novembre 2014.
Non son un indovino, ma penso che il futuro ci riserverà qualche sorpresa.
Perchè a Belene, sabato scorso, sono accaduti 2 miracoli, miracoli per cui sto pregando da tanto tempo.
E questo sabato novembrino ha segnato uno spartiacque, spero definitivo, tra un prima e un poi
Ci sono ancora tante immagini negli occhi, tante voci nelle orecchie, tante emozioni nel cuore, ma provo a scrivere qualche riga su quello che è accaduto a Belene sabato scorso. Da dove cominciare?
Comincio da un particolare, poi vediamo il tutto.
Io sono un tipo abbastanza razionale e controllato, e non mi è mai capitato prima (son prete da 13 anni) di piangere durante una messa. Eppure sabato mattina ho pianto, per la prima volta in vita mia.
Che dire? Mi sono commosso, pregando il Padre Nostro insieme a quel popolo così strano e variopinto riunito nella chiesa di Belene. C'erano i miei belenciani e tanti ospiti, bulgari e stranieri, cattolici/ortodossi/protestanti, sacerdoti e laici, vescovi e suore, bambini ed anziani, giovani e adulti... tutti riuniti insieme per ricordare e festeggiare i martiri bulgari.
Piangevo, guardando accanto a me un pezzo di camicia da carcerato, macchiato dal sangue del beato Eugenio Bosilkov, pensando al miracolo che stava accadendo. Un miracolo per cui ho pregato tanto in questi due anni.
Ovvio che tutto questo è opera di Dio, attraverso l'intercessione dei suoi Santi e Martiri, e anche un po' di san Papa Giovanni XXIII (che ho molto invocato, col titolo di patrono dei... diplomatici!)

Ortodossi, cattolici, protestanti, e un sorridente Presidente:
una tavola rotonda e gioconda! 
PRIMA: noi e il nostro Eroe
Sono diventato parroco di questa comunità di Belene l'ormai lontano anni luce 8 settembre 2012.
Mi sentivo allora come un piccolo Mosè balbettante (mica si impara d'incanto a parlare il bulgaro e... a guidare una comunità speciale come quella di Belene!). Ma confidando nell'aiuto del buon Dio e dei tanti Aronni attorno... mi son buttato a capofitto in questa impresa.
"Casualmente" (mica ho deciso io di fucilarlo nel 1952...) quell'anno capitò il 60° anniversario dalla morte del martire bulgare Eugenio Bosilkov. Martire nato proprio qui a Belene, dove attualmente c'è un santuario a lui dedicato (l'unico in tutto il mondo), santuario di cui mi son ritrovato ad esserne il rettore.
Fu un anno intenso, pieno di celebrazioni, di incontri, di iniziative, ma...
Ma, non so perchè, pur vivendo allora tante belle esperienze, due tarli mi accompagnarono tutto l'anno.
Il primo tarlo era: "Son tre anni che son qui, e siam sempre noi, i soliti cattolici, le solite facce, a far festa a questo martirie... e tutti gli altri?". (PS: allora non c'era ancora papa Francesco, che ci stressa col dirci di uscire, del non rinchiuderci...)

ТОВА Е БЕЛЕНЕ! Празник на българите мъченици

18 novembre 2014

Voltiamo pagina: il miracolo della memoria a Belene

Sabato scorso qui a Belene è accaduto un miracolo.
Prima di sabato molti non ci credevano, tanti pensavano ad uno scherzo, altri ci hanno etichettato come sognatori....
Dopo sabato, resta la gioia di un popolo che è stato protagonista di un miracolo: per la prima volta, dopo 25 anni dal rumoroso crollo del muro di Berlino e della Cortina di Ferro, dopo 25 anni di vergogna e paura, di silenzio e dimenticanza, di divisioni e ritorsioni... il popolo bulgaro si è riunito a Belene, riconcilato e sereno, anzi, festoso e gioioso, per festeggiare i propri martiri.
Un miracolo che ha fatto molto rumore sulle televisioni e la stampa, ma di cui non tutti hanno colto il significato epocale.

Per ora pubblico in traduzione italiana il lungo reportage del giornalista Hristo Hristov (тука мождете да го четете на български  Когато мъчениците на комунистическия режим и вярата обединяват).
Tra tutti i reporters presenti. è l'unico che ha colto il filo rosso dell'evento, collegandone tutti i passaggi.
Buona lettura. Seguiranno certamente altri approfondimenti e immagini.

Prima di continuare a leggere, guarda questo video riassuntivo, realizzato dall padre conventuale Ventsi Nikolov di Pleven: sono solo immagini, ma si capiscono in tutte le lingue del mondo:



QUANDO I MARTIRI DEL REGIME COMUNISTA E DELLA FEDE UNISCONO
di Hristo Hristov
Domenica, 16 novembre 2014

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Per la prima volta, dopo 25 anni, i rappresentanti delle varie denominazioni religiose cristiane si riuniscono ad una tavola rotonda per parlare dei testimoni della fede durante il regime comunista.Da sinistra a destra: il pastore Bedros Altunyan, rappresentante dell’Unione delle chiese episcopali-metodiste-evangeliche; il sacerdote ortodosso Zoran Mamucevski; p. Paolo Cortesi, parroco della comunità cattolica di Belene; Rosen Plevneliev, Presidente della Bulgaria; Momcil Spasov, sindaco di Belene; Sua Eccelenza Hristo Proykov, Presidente della Conferenza Episcopale Bulgara.

La fredda mattinata del 15 novembre 2014 non scoraggia i cittadini di Belene: le persone di tutte le parti della città si radunano nella chiesa cattolica Natività di Maria, costruita nel 1860.
I veicoli provenienti di tutta la Bulgaria affollano le strette vie accanto al tempio. Tutti gli alberghi locali son stati riempiti il giorno precedente. Tanti si sono messi in viaggio all'alba verso Belene.

18 ottobre 2014

BEATI GLI AFFLITTI, PERCHE' SARANNO CONSOLATI

L'ultima foto del beato Eugenio Bosilkov,
vescovo passionista nativo di Belene,
fucilato a Sofia l'11 novembre 1952

Il prossimo 15 novembre celebreremo qui a Belene la festa dei martiri bulgari. Quest’anno abbiamo desiderato allargare lo sguardo, sia a livello nazionale, sia a livello ecumenico.            

La memoria dei quattro beati martiri cattolici bulgari è stata inserita nella serie di eventi nazionali che celebrano i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti dell’Europa orientale. Siamo quindi molto onorati del patrocinio e della presenza tra di noi in quel giorno del Presidente della Repubblica di Bulgaria, il sig.r Rosen Plevneliev. Un gesto altamente simbolico, attraverso il quale il popolo bulgaro intende onorare questi suoi figli vittime della follia e della fobia del passato regime totalitario.            

In secondo luogo desideriamo ricordare tutte le vittime innocenti del passato, in particolare quelle perseguitate a causa della loro fede. Ecco perché saranno con noi alcuni vescovi ortodossi e il rappresentante delle chiese evangeliche. Qui a Belene, infatti, nel campo di concentramento esistente sull’Isola, hanno sofferto e versato lacrime e sangue gli oltre trenta sacerdoti e suore condannati insieme ai quattro beati martiri, diverse centinaia di sacerdoti ortodossi, quasi tutti i pastori protesanti dell’epoca. Abbiamo cercato di raccogliere l’invito che il santo papa Giovanni Paolo II ci rivolgeva all’alba del Terzo Millennio:


I tre beati martiri assunzionisti di Plovdiv,
fucilati a Sofia l'11 novembre 1952:
p. Kamen, p. Josaphat, p. Pavel

“L'ecumenismo dei santi, dei martiri, è forse il più convincente. La communio sanctorum parla con voce più alta dei fattori di divisione… E che dire della grande esperienza di martirio, in cui ortodossi e cattolici dei paesi dell'Est europeo sono stati accomunati in questo nostro secolo? Perseguitati da un implacabile potere ateistico, tanti coraggiosi testimoni del vangelo hanno "completato" nella loro carne la passione di Cristo. Veri martiri del ventesimo secolo, essi sono una luce per la Chiesa e l'umanità. I cristiani d'Europa e del mondo, chini in preghiera sul limitare dei campi di concentramento e delle prigioni, devono essere riconoscenti per quella loro luce: era la luce di Cristo, che essi hanno fatto risplendere nelle tenebre”.


Il ponte galleggiante, che unisce Belene all'Isola:
di qui passa la Via Crucis del popolo bulgaro

Ecco perché allora la nostra tavola rotonda si svolgerà nel salone dell’Amministrazione del Carcere di Belene, affacciato sul Danubio e su quel ponte galleggiante dove decine di migliaia di innocenti hanno percorso la loro Via Crucis: chini in preghiera e in meditazione di fronte a questa Isola, il Gogotha bulgaro del XX secolo, vogliamo onorarli e raccogliere la loro testimonianza.             

Vi invito pertanto ad unirvi a noi nel ricordo e nella preghiera. Se qualcuno desidera partecipare, lo comunichi entro il 1° novembre, per organizzarci nel trasporto dall’aeroporto di Sofia o di Bucarest, e per i pernottamenti.




Il Secondo Blocco (ce n'erano 5...) del campo di concentramento sull'Isola di Belene,
dipinto dall'ex prigioniero Hrum Horozov:
funzionò dal 1949 al 1989, qui passarono oltre 30.000 "nemici del popolo" e prigionieri politici;
tra di essi quasi tutti i pastori protestanti, quasi tutti i sacerdoti cattolici, centinaia di sacerdoti ortodossi,
e anche suore e monache (uno dei blocchi era infatti dedicato alle donne).

1 maggio 2012

Първите мисионери-пасионисти в България, сътрудници на монс. Дуванлия в Никополската Епархия (1782-1788))


p. Francesco Maria del Divino Amore (Ferreri)

Oggi è il 230° anniversario dell'arrivo dei Missionari Passionisti in Bulgaria. Questa mattina, con alcuni amici, ci siamo radunati a Tranciovitza, dove nella chiesa di S. Michele Arcangelo, patrono della Diocesi di Nicopoli, li abbiamo ricordati.

Avevo già parlato di questi pionieri nel post Trenciovitza 1782, culla dei Passionisti in Bulgaria. Propongo ora qui una parte (in bulgaro e in italiano) dell'introduzione al libro che sto scrivendo, e che probabilmente verrà stampato nel prossimo autunno; in questo libro pubblicheremo circa 200 documenti originali (per la maggior parte inediti) risalenti al periodo 1780-1805.


През 1781 г. броят на католиците от западен обред в Северна България е 2053 – около 300 семейства, концентрирани в 7 населени места: 613 католици в Белене, 425 – в Лъжене (Малчика), 334 – в Ореш, 313 – в Трънчовица, 172 – във Варнополци, 166 – в Петокладенци, 30 – в Бутово. Освен тези общности, наследници на павликяните, обърнати във вярата от босненски францисканци в началото на 17 в., съществуват други по-малки групи католици с различен произход: в Русе, например, са известни 6 католически семейства на търговци (28 души), дошли от Рагуза (Дубровник), а на други католици, все от Рагуза, е посветена специална капела във Велико Търново.[1]

31 marzo 2012

Oggi è morto un Passionista

Non penso che qualcuno lo ricordi ancora, però mi pare bello ricordarlo.
Oggi sono stato ad Oresh tutto il giorno, per l'incontro diocesano dei giovani, ed ho pensato molto a lui.
Perchè è il primo missionario passionista morto e sepolto in Bulgaria. e casualmente è morto nel giorno in cui io sono nato (qualche anno dopo...). Parlo di p. Michele Hirschenauer.
Su di lui ho trovato qualche informazione, che qui pubblico, in segno di gratitudine a questo uomo del 1700 che ha donato la sua vita per i bulgari e per la nostra Diocesi di Nicopoli.

P. Michele della Purificazione (Hirschenauer), nasce in Baviera a Sultzbach (altre fonti hanno “Scherding”) il 17/09/1747; professa tra i Passionisti il 28/01/1776.
Nel 1780 partecipa alla Missione Popolare di Monte Romano (diocesi di Tarquinia; cfr. Annali, § 725, p. 335).
Il 20 aprile del 1787 viene nominato superiore del convento di Pievetorina (cfr. Annali, § 1052, p. 449).

24 febbraio 2012

Habemus Papam?

Penso che stanotte non dormirò... perchè la questione è di capitale importanza: HABEMUS PAPAM?
Cioè: habemus Papam BULGARICUM???
Un amico oggi mi ha messo questa pulce nell'orecchio... sarebbe davvero un gran bello scoop per la Chiesa Bulgara.
Per cui chiedo a tutti: risvegliate il piccolo Indiana Jones che è in voi, ed aiutatemi a dare una risposta a questa domanda: papa Eleuterio è nato a Nicopoli in Epiro (come alcuni testi recenti riportano) o a Nicopoli in Mesia (come altri testi recenti affermano)?
Perchè se fosse nato in Mesia  sarebbe nato a Nicopolis ad Istrum (cioè vicino a Veliko Ternovo), e quindi sarebbe il primo ed unico Papa della storia (fin'ora) nato in Bulgaria (ovviamente non poteva essere bulgaro, non essendo ancora arrivati i Bulgari in Europa).
Quasi tutti citano come fonte per la nascita di Eleutero lo scrittore contemporaneo Egesippo:
ma ho controllato i frammenti di Egesippo, e da nessuna parte ho trovato quanto affermano: Egesippo non dice mai che Eleuterio è nato a Nicopoli.
L'unica fonte antica che parla di Nicopoli (senza specificare QUALE Nicopoli) è il Liber Pontificalis (VI secolo circa):
Eleuther, natione Grecus, ex patre Habundio, de oppido Nicopoli, sedit ann. XV m. III d. II. Fuit autem temporibus Antonini et Commodi, usque Paterno et Bradua.
Qualcuno riesce a trovare fonti più antiche e sicure su dove è nato questo Papa?

19 febbraio 2012

Un inverno indimenticabile! (Quello del 1782)


Quello di 230 anni fa è davvero un'inverno indimenticabile per la nostra Famiglia Passionista. Non tanto per il freddo gatto che ci fu da queste parti (passavano coi carri e cavalli sul Danubio ghiacciato!). Ma perchè fu l'inverno in cui il seme sotto la neve aspettò, e poi a primavera germogliò.
Nell'autunno del 1781 arrivavano infatti a Bucarest i primi due Missionari Passionisti, p. Francesco Maria Ferreri e p. Giacomo Sperandio: tutti infervorati e baldanzosi e pimpanti per gettarsi al lavoro nelle terre bulgare, ma... un po' per l'inesperienza della nostra Famiglia (erano i primi in assoluto ad andare all'estero...), un po' per un'inspiegabile distrazione dei Sacri Palazzi (anche la ben collaudata Propaganda Fide a volte combinava pasticci...), i nostri due pionieri restano bloccati tutto l'inverno a Bucarest, ospiti (a pagamento) dei cari Francescani.
Questa snervante attesa, trascorsa tra lo studio della lingua bulgara ed estenuanti trafile burocratiche, termina finalmente all'inizio di aprile.
Ecco qui una lettera di p. Francesco Maria a p. Giambattista Gorresio, Generale dei Missionari Passionisti, il cui originale è conservato nel nostro Archivio Generale di Roma.
Le foto sono del Danubio semi-ghiacciato di questi giorni, in cui siamo scesi a solo - 30°: se allora ghiacciava tutto... faceva proprio freddo! Buona lettura.

14 febbraio 2012

In ricordo di p. Filip Romanov

p. Filip Romanov
Oggi ricorrono 20 anni dalla morte di p. Filip Romanov, che fu parroco di Belene dal 1983 al 1992.
P. Filip è nato il 9 marzo 1936 nella città di Veliko Ternovo.
Durante il servizio militare matura in lui la vocazione al sacerdozio, e dopo essersi laureato come ingegnere a Sofia, inizia la sua formazione teologica presso la Diocesi di Sofia-Plovdiv, ai tempi di mons. Bogdan Dobranov.
Viene ordinato sacerdote per la Diocesi di Nicopoli da mons. Samuil Giundrin il 22 maggio 1983 nella cattedrale di Russe.
Viene subito inviato nella parrocchia "Natività di Maria" di Belene.
Il 12 dicembre 1990 professa come religioso tra i Francescani Conventuali.
Il 14 febbraio 1992, dopo una grave malattia, ritorna nella Casa del Padre.
Il suo ricordo è ancora molto vivo e sentito nella comunità di Belene.

2 febbraio 2012

Per non dimenticare: le Isole Solovki


In questi freschi giorni di febbraio, in cui il vento della Siberia soffia fin da noi (qui siamo solo a - 27°)... chissà perchè mi viene da pensare a quei MILIONI di persone che da quelle parti ci hanno lasciato le penne. Persone purtroppo molto dimenticate, a cui non vengono dedicati molti film o libri (senza nulla togliere ad altri olocausti: quello dei GuLag sovietici fu un immenso olocausto, per struttura, per vittime, per crudeltà e per durata).
Qualche anno mi mi è capitato di organizzare a Milano una mostra dedicata ai martiri delle Isole Solovki. Da allora esse sono entrate nel profondo del mio cuore, e prima o poi vi andrò in pellegrinaggio, portando magari qualcuno dei miei nuovi amici bulgari. Ai quali dedico questi video (forse non si capisce bene l'italiano, ma le immagini parlano da sole).
Chissà... magari fra qualche anno, anche noi a Belene, riusciremo a trasformare la nostra Isola in mezzo al Danubio (sede del miglior GuLag del regime bulgaro) in un luogo di memoria e di preghiera...






9 dicembre 2011

Il vescovo soffre per i Passionisti

A distanza di 230 anni pubblico questa lettera inedita (conservata nell'Archivio Generale dei Missionari Passionisti a Roma), che sembra scritta ieri.
I primi due missionari passionisti, p. Ferreri e p. Sperandio, sono partiti da Roma il 28 luglio, e dopo un difficoltoso viaggio attraverso mezza Europa, sono arrivati a Bucarest verso la fine di settembre. E qui restano bloccati, ospiti presso i Francescani. La santa Congregazione di Propaganda Fide si è "dimenticata" di fornire loro i documenti necessari per la residenza nell'Impero Ottomano. Questa situazione imbarazzante provoca molta sofferenza sia nei missionari, sia nel vescovo di Nicopoli, mons. Pavel Dovanlia, il quale si attiva per ottenere ai due passionisti il tanto sospirato permesso.

27 novembre 2011

HOLODOMOR: il genocidio staliniano in Ucraina

Purtroppo sono pagine che non vorremmo mai leggere, ma sono pagine di storia che tutti dovremmo leggere. Per non dimenticare. Per non ricaderci. Per non lasciare sprecato il sacrificio di milioni di persone. Per crescere in modo diverso. Per pregare, sia per le vittime che per i carnefici.


Holodomor: oggi il mondo ricorda il genocidio degli ucraini



24 novembre 2011

Angelo G. Roncalli e la Bulgaria

Da un po' volevo farlo... e adesso l'ho fatto!
Cioè uno spazio dedicato esclusivamente al beato bergamasco Angelo Giuseppe Roncalli in Bulgaria.
Purtroppo non potrò pubblicare tutto quello che ho tra le mani (esistono diritti d'autore e per i materiali d'archivio occorrono speciali autorizzazioni...), ma qualche assaggio non mancherà.
Mi entusiasma molto questo abbraccio tra cose bulgare e cose bergamasche... e spero che trovi anche il tuo gradimento.

Oggi è nato il nuovo blog

Missionari Passionisti uccisi in Cina

Testo di padre Robert E. Carbonneau, passionista


Il 24 aprile 1929, a Hua-chiao (Hunan, in China) dei banditi tesero un’imboscata al gruppo in viaggio dei padri passionisti americani Godfrey Holbein, Clement Seybold e Walter Coveyou.
I primi cui si sparò alla testa, in rapida successione, furono Coveyou and Seybold. Secondi dopo, Holbein fu ucciso allo stesso modo. Dopo che i loro corpi furono gettati in un pozzo di una miniera abbandonata, i compagni dei sacerdoti, chierichetti e portatori cinesi che avevano visto l’uccisione, furono lasciati liberi di ritornare a Chenzhou [poi chiamata Yuanling], nell’Hunan e riferire la notizia. Più tardi, i corpi dei missionari furono recuperati e seppelliti a Chenzhou il 29 aprile 1929.

17 novembre 2011

Vita quotidiana di due Missionari Passionisti nella Bulgaria del 1783

Pubblico questa lettera inedita di p. Giacomo Sperandio cp, scritta nel 1783, perchè mi pare molto bella e commovente.
Bella, perchè ci racconta la quotidianità dei primi due Passionisti venuti in Bulgaria: il loro modo di vestire, di mangiare, di pregare; i problemi di comunicazione e quelli finanziari; il ricordo degli amici e dei benefattori.
Commovente, pensando a questi due italiani catapultati da Roma a Trenciovitza... e la Trenciovitza del 1700! Due poveri (nel senso letterale della parola) preti chiamati a condividere la fede e il vangelo con qualche centinaio di contadini bulgari cattolici, immersi in un mondo ortodosso (allora leggermente ostile, oggi certamente migliorato) sottomesso ad uno stato islamico... dove la gioia più grande veniva dal recitare il rosario e andare a visitare qualche malato.
Buona lettura di questi piccoli assaggi, per ora; probabilmente nel corso del 2012 (230° anniversario della venuta dei Passionisti in Bulgaria) verranno stampati tutti questi documenti degli inizi. Chi volesse prenotare una copia di questa pubblicazione... lo scriva nei commenti, che gliela metto da parte.


Al Reverendissimo Padre Padrone in Xristo Colendissimo
il Padre Giovanni Battista di San Vincenzo Ferreri
Preposito Generale de’ Passionisti
Roma nel Ritiro de’ SS. Giovanni e Paolo a monte Celio

Trancevizza 10 dicembre 1783
<Si è ricevuta al primo di febraro 1784>



Jesu Christi Passio


Reverendissimo Padre Padrone in Xristo Colendissimo 

     Noi di già altre volte abbiamo scritto alla Paternità Sua Reverendissima come viviamo in queste parti, ma o sia che non ci siamo spiegati abbastanza, o sia che le nostre lettere non siano costì arrivate; comunque sia, giacché Vostra Paternità Reverendissima ciò richiede in una sua scrittaci dal P. Giovanni Maria consultore segnata sotto li 9 d’agosto, colla presente gliene do un minuto ragguaglio; e in primo le dico che il nostro vestire consiste in questo. Ne’ piedi portiamo un pajo di calzette di lana che arrivano a mezza gamba; di poi un pajo di stivaletti di pelle gialla, quali anche arrivano a mezza gamba, di poi le pianelle gialle, e tanto li stivaletti quanto le pianelle, per essere di pelle, ci durano quattro giorni, e non sono a buon mercato.

13 novembre 2011

I MARTIRI ASSUNZIONISTI BULGARI


Immagine dei tre martiri assunzionisti bulgari

L' 11 novembre 1952, alle ore 23,30 vennero fucilati nella prigione centrale della città di Sofia, capitale della Bulgaria, tre religiosi assunzionisti bulgari, i padri Kamen Vitchev, Pavel Djidjov e Josaphat Chichkov. Insieme a loro veniva fucilato anche un vescovo bulgaro, passionista, Eugenio Bossilkov. Una sentenza del 3 ottobre condannava a morte i quattro uomini. Era l'atto finale di un processo totalmente inventato fondato sull'accusa di spionaggio a favore del Vaticano, di tentativo di complotto e di essere al servizio del capitalismo. M. Eugenio Bossilkov è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II a Roma, il 15 marzo 1998.