13 novembre 2011

I MARTIRI ASSUNZIONISTI BULGARI


Immagine dei tre martiri assunzionisti bulgari

L' 11 novembre 1952, alle ore 23,30 vennero fucilati nella prigione centrale della città di Sofia, capitale della Bulgaria, tre religiosi assunzionisti bulgari, i padri Kamen Vitchev, Pavel Djidjov e Josaphat Chichkov. Insieme a loro veniva fucilato anche un vescovo bulgaro, passionista, Eugenio Bossilkov. Una sentenza del 3 ottobre condannava a morte i quattro uomini. Era l'atto finale di un processo totalmente inventato fondato sull'accusa di spionaggio a favore del Vaticano, di tentativo di complotto e di essere al servizio del capitalismo. M. Eugenio Bossilkov è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II a Roma, il 15 marzo 1998.

Il processo di canonizzazione dei tre Padri assunzionisti non è stato introdotto nello stesso tempo per non compromettere una quindicina d'altri religiosi assunzionisti bulgari, che erano stati imprigionati o che esercitavano ancora un ministero, ma in ogni modo strettamente sorvegliati dalla polizia politica del regime comunista bulgaro agli ordini di Mosca. Per anni non si è conosciuta la data della loro esecuzione poiché è stato possibile consultare gli archivi del ministero degli Interni soltanto dopo la caduta dei regimi comunisti dei paesi satelliti dell'ex-Unione Sovietica. I corpi dei quattro martiri della fede non sono stati ritrovati poiché sepolti in una fossa comune. Parecchi testimoni attestano il martirio e la santità di questi uomini.
L'11 novembre 2000, a Plovdiv, gli ex-allievi di quello che è stato il grande collegio assunzionista di questa città, hanno inaugurato un monumento in memoria del loro martirio, con l'aiuto della municipalità. Per capire oggi ciò che è successo nel 1952, bisogna ritornare sulla storia poco conosciuta della Bulgaria, sul cristianesimo bulgaro, sul perché della presenza assunzionista in questo paese fin dal 1863 e su questi tre martiri assunzionisti che hanno sacrificato la vita per la loro fede in Dio.
Questi tre religiosi assunzionisti bulgari, educatori e costruttori di unità tra le Chiese, di riti differenti, sono stati giustiziati a causa dell'odio contro la fede e del loro influsso sulla gioventù, nella prigione di Sofia. Sono stati dichiarati martiri della fede il 18 aprile 2002 e beatificati da Papa Giovanni Paolo II, a Plovdiv, il 26 maggio 2002.

Kamen Vitchev (1893-1952)

Nato il 23 maggio 1893, a Srem in Bulgaria, da una famiglia di agricoltori molto cristiana, di cui due dei sei figli diventeranno assunzionisti, il piccolo Kamen Vitchev fu battezzato con il nome di (Petar) Pietro e cambiò il suo nome in Kamen, come era d'uso nella Congregazione degli Assunzionisti, all'inizio del suo noviziato a Gempe, in Belgio, il 18 settembre 1910. Prima aveva seguito i corsi al piccolo seminario di Karagatch, presso Adrianopoli, e di Fanaraki, sulla sponda asiatica del mar di Marmara. Alla fine del noviziato, il giovane Kamen giudicato pio, serio e lavoratore, venne mandato a Lovanio, in Belgio, per i suoi studi di filosofia e di teologia, studi che saranno interrotti con periodi di insegnamento nel collegio San Agostino di Plovdiv e nell'alunnato (seminario minore) di Kum Kapu (Turchia). Fu ordinato sacerdote a Costantinopoli il 22 dicembre 1921, nel rito bizantino-slavo. Ritornato in Europa, farà degli studi di teologia a Strasburgo e a Roma. Ottiene il dottorato in teologia a Strasburgo nel 1929. Ottimo conoscitore della storia della Chiesa in Bulgaria, pubblica diversi articoli sulla rivista "Echos d'Orient". Dal 1930, è nominato professore di filosofia e preside degli studi al collegio San Agostino di Plovdiv fino alla chiusura del collegio da parte delle autorità comuniste, il 2 agosto 1948.


Pavel Djidjov (1919-1952)

Nato il 19 luglio 1919 a Plovdiv, l'ex-Filippopoli, da una famiglia cattolica di rito latino, fu battezzato il 2 agosto con il nome di Giuseppe prima di prendere il nuovo nome di Pavel (Paolo) all'entrata nel noviziato degli Assunzionisti, il 2 ottobre 1938, a Nozeroy, nel Jura francese. Fin da giovane manifestò il desiderio di diventare prete. Entrato nel seminario degli Assunzionisti, prosegue nel collegio Sant'Agostino, di Plovdiv, i suoi studi superiori. E' giudicato un buon studente, dotato in matematica, vivace, sportivo nel club locale, diventato poi il "Locomotiv" di Plovdiv. Dopo il suo noviziato, fa gli studi di teologia in Francia, durante la seconda guerra mondiale, a Lormoy, presso Parigi. La vita è rude in quei tempi e non si mangia sempre abbastanza. Prende l'iniziativa di allevare qualche pecora per migliorare il menù ordinario degli studenti.
Per motivi di salute, nel 1942, torna in Bulgaria dove termina gli studi di teologia. E' ordinato sacerdote, nel rito latino, il 26 gennaio 1945, a Plovdiv. Prosegue gli studi d'economia e di scienze sociali, è professore al collegio di Varna dove è sorvegliato da vicino dalla polizia poiché ha un grande influsso sugli studenti. E' poi nominato nel 1945, economo del collegio Sant'Agostino di Plovdiv fino a quando il collegio sarà chiuso dai comunisti, nell'agosto 1948. I religiosi assunzionisti bulgari sono allora privati di ogni risorsa. Gli Assunzionisti francesi tentano di aiutarli mandando loro del denaro attraverso la Legazione della Francia. Nel giugno 1952, il Padre Pavel, commentando in una lettera gli arresti e le condanne dei vari preti, scrive: "che la volontà di Dio sia fatta: noi aspettiamo il nostro turno". Nel mese seguente è arrestato. 


Josaphat Chichkov (1884-1952)

Nato a Plovdiv, il 9 febbraio 1884, da una numerosa famiglia di cattolici latini molto ferventi, entrò nel seminario minore assunzionista di Karagatch (Andrinopoli), all'età di nove anni. Vi fece tutti gli studi elementari e superiori fino al 1899. Ha solo 16 anni quando entra nel noviziato assunzionista di Fanaraki, in Turchia, il 24 aprile 1900. E' ordinato sacerdote l'11 luglio 1909 a Malines, in Belgio, dopo aver fatto gli studi di filosofia e di teologia a Lovanio. Ritornato in Bulgaria, dove sarà successivamente professore nel collegio Sant'Agostino di Plovdiv, nel collegio San Michele di Varna, Superiore nel seminario minore "Santi Cirillo e Metodio" di Yambol ed anche parroco della parrocchia latina di Yambol, pur continuando ad essere cappellano delle Suore Oblate dell'Assunzione, e poi di nuovo a Varna dal 1937 fino al suo arresto nel dicembre 1951 da parte delle milizie comuniste. Era un uomo pieno di attività, di grande erudizione, buon musicista, buon predicatore, buon educatore, di carattere gioviale e pieno di umorismo. Nell'alunnato di Yambol (seminario minore) ingrandì la casa per accogliere trenta seminaristi destinati ai due riti, latino e bizantino-slavo. Si celebra la liturgia in lingua slava durante una settimana e poi, la seguente, in latino. Per aiutare a finanziare la casa organizza delle questue e dà corsi di francese a professori, funzionari e ufficiali dell'esercito bulgaro. Attento ai progressi, si era procurato una delle prime macchine per scrivere di Yambol in caratteri cirillici. Dal 1932 aveva installato in seminario un ricevitore radio e un apparecchio per la proiezione dei film "Pathé-Baby".
I giovani venivano numerosi a questi incontri. Questo educatore molto paterno era un affascinante raccontatore. Entusiasmava i suoi giovani amici, raccontando loro storie, facendoli cantare, insegnando loro a pregare. A Varna, crea un gruppo franco-bulgaro che conterà più di 150 membri, la maggior parte studenti delle Scuole di Specializzazione commerciale di questo porto del Mar Nero. Accoglieva spesso Mons. Roncalli (il futuro Giovanni XXIII), allora visitatore apostolico in Bulgaria, che andava per riposarsi. Nel 1949, Mons. Eugenio Bossilkov lo nomina parroco della parrocchia latina di Varna. Vi rimane per animare questa parrocchia, pur continuando a scrivere degli articoli in "Poklonnick", una piccola rivista destinata ai cattolici bulgari. Tutta la sua vita può riassumersi in due frasi, tratte da una lettera del 1930: "Noi cerchiamo di fare del nostro meglio tutto quello che si aspetta da noi in vista di santificarci senza averne l'aria", e in una lettera del 1942: "Posso assicurarvi caro e molto Reverendo Padre che non dimentichiamo di vivere da buoni religiosi pur avendo a che fare con giovani del mondo; poiché l'essenziale è arrivare a Dio vivendo per Lui, il resto è accessorio".

Testo pubblicato nel sito www.cassiciaco.it

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