6 giugno 2020

ἔβαλεν ὅλον τὸν βίον αὐτῆς

"Nóxia cuncta submóveas,
et ómnia nobis profutúra concédas
(colletta IX domenica per annum)

"... ἔβαλεν ὅλον τὸν βίον αὐτῆς"
(Marco 12,44)

Un giorno Gesù, dopo essersi vestito come uno di noi, come al suo solito, si mise a passeggiare per le strade di un paesino adagiato sulle rive del Danubio. Il nome del paese era Belene.

Ad un certo punto, un po' stanco, vide seduti su una panchina davanti ad una casa due simpatici anziani, un nonno ed una nonna, e si fermò davanti a loro, pensando: "Di certo vedranno che son stanco, e mi faranno posto sulla panchina...".
Li salutò, iniziarono a chiacchierare, ma quelli non si spostavano di un millimetro.
Giustamente la panca era loro, e non c'è nessuna legge che obbliga a far posto.
Allora Gesù chiese loro: "Va tutto bene?"
"Sì, grazie. Tutto bene".
"Scusate... ma che lavoro fate?"
"Ah! Si vede che lei è non è di qui. Tutti ci conoscono. Siamo la famiglia dei più grandi contadini della zona".
"Davvero?!? Non si direbbe... E allora come mai l'orto dietro di voi, intorno alla vostra casa, è tutto pieno di erbacce, rifiuti e piante selvatiche, e sembra una giungla?!?"
"Dice davvero? E' che siamo stanchi, abbiamo lavorato come asini per tutta la vita, ed ora ci riposiamo un po'..."
"Eh sì, davvero. Un gran bel peccato. Un così grande e bel giardino... lasciato andare....".
"Ma lo sa che lei è molto perspicace? Un orto senza erbacce e rifiuti è più meglio di un orto abbandonato a se stesso e pieno di schifezze..."
"Eh sì, proprio così".
"Su, nonna, andiamo a ripulire l'orto! Arrivederci!".
"Arrivederci, a presto! E grazie per la compagnia!", concluse Gesù, e se ne ritornò a passeggiare.


Un mese dopo il buon Gesù tornò di nuovo a passeggiare per quel paesino, e casualmente ricapitò proprio davanti a quella casa, dove di nuovo erano seduti sulla stessa panchina gli stessi nonni. Era ancora stanco, e si sarebbe seduto volentieri, ma quelli mica gli fecero posto, neppure stavolta. Cominciarono invece a chiacchierare:

"Oh, salve, ancora lei! Buongiorno!"
"Buongiorno a voi, simpatici nonni. Va tutto bene?"
"Sì, grazie. Tutto bene".
"Davvero?!? Non si direbbe... Vedo che l'orto dietro di voi, intorno alla vostra casa è bello pulito... non ci sono erbacce, e sassi, e piante selvatiche..."
"Eh, sì, lo abbiamo pulito, zappato, arato ed erpicato, ed ora è tutto pulito. Sapesse come ci si stanca! Non siam più giovanetti come una volta, o come lei... Adesso ci riposiamo un poco".
"Sì, ma sembra il deserto di Giuda, tutto piatto e tutto secco... davvero un gran peccato..."
"Dice davvero"?
"Eh sì... un orto così bello e grande, con una terrà così nera... senza niente..."
"Ma lo sa che lei è molto perspicace? Un orto con verdure, frutti e legumi... è più meglio di un orto pulito e vuoto..."
"Eh sì, proprio così".
"Su, nonna, andiamo a piantare qualcosa! Arrivederci!".
"Arrivederci, a presto! E grazie per la compagnia!", concluse Gesù, e se ne ritornò a passeggiare.

Un mese dopo il buon Gesù ritornò a passeggiare per quel paesino, e pure stavolta capitò proprio davanti a quella casa, dove di nuovo erano seduti sulla stessa panchina gli stessi nonni. Pure stavolta era stanco, e si sarebbe seduto volentieri, ma quelli mica gli fecero posto, neppure stavolta. Cominciarono di nuovo a chiacchierare:
"Oh, salve, ancora lei! Non c'è'l due senza'l tre! Buongiorno!"
"Buongiorno a voi, simpatici nonni. Va tutto bene?"
"Sì, grazie. Tutto bene".
"Davvero?!? Non si direbbe... Vedo che l'orto dietro di voi, intorno alla vostra casa è bello pulito... vedo due piante di pomodori, due piante di zucchine, due piante di ciliegie, due piante di pesche, due gambe di insalata, due ciuffi di carote, e due coppie di tutto, e pure un gallo ed una gallina... Come mai due coppie di tutto?"
"Eh, sì, noi nonni siamo in due, e così avremo un pomodoro per la nonna ed uno per il nonno, una carota per lui ed una per me, e così via... Sapesse come ci si stanca! Non siam più giovanetti come una volta, o come lei... Adesso ci riposiamo un poco".
"Sì, davvero un bel lavoro... ma sembra l'arca di Noè! Ma non c'è nessun diluvio, e poi c'è ancora tanto spazio... davvero un gran peccato..."
"Dice davvero"?
"Eh sì... un orto così bello e grande, che produce pomodori enormi e gustosi... solo due..."
"Ma lo sa che lei è molto perspicace? Potremmo produrre molta più verdura e frutta e anche animali... e poi darli ai nostri parenti e amici e vicini...."
"Eh sì, proprio così".
"Su, nonna, andiamo a piantare, a bagnare, a concimare, a legare! Arrivederci!".
"Arrivederci, a presto! E grazie per la compagnia!", concluse Gesù, e se ne ritornò a passeggiare.


Un anno dopo il buon Gesù tornò di nuovo a passeggiare per quel paesino, e casualmente ricapitò proprio davanti a quella casa, quella dei due nonni contadini.

Era ancora stanco, e si sarebbe seduto volentieri, ma i nonni non c'erano, e (cosa più importante) non c'era più neppure la panchina davanti alla casa.
Il buon Gesù stava allora per allontanarsi ed andare oltre, ma la voce della nonna gli giunse da dietro la recinzione, dall'orto:
"Oh, salve, ancora lei! Buongiorno! Venga, venga dentro con noi!"
"Buongiorno nonna! Va tutto bene?"
"Sì, grazie. Tutto bene".
"Davvero?!?"
"Beh, penso di sì, venga dentro a vedere"!
Gesù entrò, e con sua grande sorpresa e stupore, in mezzo all'orto c'era una lunga tavola, e sulla tavola montagne di frutta, verdura, carne, vino, ed ogni altro ben di Dio, che quasi la tavola si sfondava. E attorno alla tavola c'era pieno di gente, giovani e vecchi, bambini, mamme e papà, c'era tutto il paese.
"Venga, venga, forestiero, si sieda qui con noi! Guardi quante cose sono uscite dal nostro orto! Si ricorda? Era una giungla... invece adesso produce così tanta roba che non riusciamo a finirla noi due da soli, così invitiamo tutti quelli che vogliono a venire a mangiarla con noi!"
Gesù si sedette, e disse ai due nonni:
"Ma che bello! Avete fatto un miracolo!"
"Eh sì, vede come siam stati bravi?!? E poi, sapesse.... era così noioso star lì seduti sulla panchina tutto il giorno a chiacchierare... Beh, non facevamo nulla di male... ma adesso è molto più che meglio! Guardi quanta gente contenta! E i bambini come si divertono! Peccato che mica tutti i giorni è festa come oggi.... Comunque almeno ogni domenica facciamo festa!"
"Davvero bello! Bravi, complimenti: avete saputo tirar fuori il massimo dal vostro giardino. Beh, ora devo andare... Non so se ci vedremo ancora qui... ma se passate dalle mie parti, venite a trovarmi, ho anch'io un bell'orto... e potrete sedervi a riposare e mangiare con me ed i miei amici... Arrivederci, a presto! E grazie per la compagnia!", concluse Gesù, e se ne ritornò a passeggiare, verso altri paesi.

13 maggio 2020

Correva l'anno diciannovesimo...

Il giovanissimo padre Paolo di diciannove anni fa,
insieme al suo parroco di allora, don Ettore.
Lo so, lo so: il 19 di solito non significa niente, specialmente per gli anniversari. Di solito si celebrano i numeri pieni (5, 10, 15, 20, 25... 50... 75... 100). Lo so, non si è mai visto dare importanza al "diciannovesimo". Tutti di solito aspettano un annetto in più e... zac, eccoti un bel Ventesimo.

Fatto sta che oggi mi tocca, senza speciali giubilei e feste, ricordare il diciannovesimo della mia ordinazione sacerdotale e della mia prima messa.
Ben 19 anni fa, correva l'anno 2001, quasi nel secolo scorso, e quel sabato 12 maggio, nella chiesa di Santa Maria Goretti a Milano, per mano di mons. Piergiorgio Nesti, un timido giovane passionista bergamasco diventava sacerdote per sempre, al modo di Melchisedek.
Ed il giorno dopo, il 13 maggio del 2001, nella Tenda del popolo di Dio in cammino di Cicola (così è pensata l'architettura della chiesa parrocchiale di questo paesucolo orobico), celebravo la mia prima messa...
E pensando proprio al biblico Melchisedecco, vado a cercare nella Bibbia se per caso c'è qualcosa di speciale legato al diciannovesimo anno, tanto per far illuminare dalla Parola di Dio questo afasico giubileo in quarantena da coronavirus.

8 maggio 2020

Il giorno della sconfitta e della vergogna

Una montagna di cadaveri di europei, dopo un bombardamento.
Da tante parti, soprattutto qui ad Est, oggi e domani qualcuno festeggia il cosiddetto "Giorno della Vittoria", intendendo il giorno della sconfitta del Terzo Reich e della fine della seconda guerra mondiale sul territorio europeo.
E come ogni anno, arrivano le immancabili schermaglie e diatribe, dai banconi dei bar fino ai piani alti dei Palazzi. E non può essere altrimenti, perchè se questa data da una parte ha segnato la fine e l'estinzione della follia totalitaria nazista e della guerra, dall'altra ha segnato l'inizio della guerra fredda e l'estensione delle follie totalitarie comuniste su mezza europa (che non hanno nulla da invidiare ai crimini nazisti, e che sulla bilancia hanno provocato almeno 10 volte di più di vittime innocenti).
Campi di concentramento, polizia segreta, esecuzioni di massa, innocenti perseguitati... non sono certo un'esclusiva nazista (qui a Belene il Lager ha funzionato dal 1949 fino al 1988..., altro che Vittoria e Liberazione!)
La Vittoria sul nazifascismo, una gran bella cosa certo, ma però non per tutti ha significato passare automaticamente all'autodeterminazione, alla libertà, al rispetto dei diritti umani e civili... anzi. Per molti fu un salto vertiginoso dalla padella alla brace, dall'abisso infernale all'inferno abissale.
Mai ci sarà consenso sul festeggiare questa data: per alcuni è stata una liberazione e la fine di un incubo durato 10 anni, per altri è stata l'inizio dell'incubo di schiavitù durato più di 40 anni.

E penso che questo ouroboro ce lo porteremo dietro per i secoli a venire.

Personalmente non me la sento di celebrare nessuna vittoria.
Perchè la Seconda Guerra mondiale (forse più di tutte le altre) è stata una tale assurdità di enorme complessità, dove è difficile, se non impossibile, distinguere vincitori e vinti, vittime e carnefici.
Personalmente questa guerra, nata nell'Europa cristiana, nata dal cristiano popolo tedesco (invasato dalla follia ariana e nazionalsocialista) e dal cristiano popolo russo (invasato dalla follia ateista e socialcomunista), che poi ha contagiato tutti i cristianissimi popoli europei e tutto il mondo... questa guerra è una vergogna per tutti, una sconfitta dell'umanità.

Una vergogna per tutti, anche per me che non ero ancora nato.
Come abbiamo potuto, noi cristiani europei (tedeschi, russi, italiani, francesi, inglesi...), dopo l'inutile strage della prima guerra mondiale, dopo la pandemia della febbre spagnola, dopo la rivoluzione russa... lasciare divampare ideologie, nazionalismi, odio razziale e di classe, corsa agli armamenti, populisti bellicosi... come abbiamo potuto? Accodarci e sostenere folli e pazzi personaggi come Lenin e Mussolini, Hitler e Stalin? Che vergogna! Ci siamo lasciati incantare dalle loro promesse di rivoluzionare in meglio il mondo, dalle loro ricette totalitarie di crearci il paradiso in terra...
Che vergogna!
Dopo duemila anni di cristianesimo, abbindolati come èbeti da questi falsi profeti e falsi messia salvatori. Questi pazzoidi avranno le loro colpe di cui vergognarsi (non so se stan bruciando all'inferno... ma comunque qualche trilione di miliardi di anni in purgatorio se li sono aggiudicati), ma è comodo far di loro i nostri capri espiatori: tutti dovremmo arrossire di vergogna, per averli applauditi, sostenuti, votati, fatto parte del Sistema, o semplicemente per aver taciuto, per essere stati alla finestra a guardare, per ignavia o per paura o per pavidità.... Che vergogna, per noi europei, questa guerra mondiale, che noi abbiamo provocato e portato avanti per anni.


Questa porcata della Seconda Guerra Mondiale non è cominciata alle 4.45 del 1° settembre 1939, e neanche il 23 agosto 1939 (quando Stalin e Hitler decisero di innescarla, prendendosi mezza Polonia a testa).
No, è iniziata molto prima. L'innesco è nel 1939, ma il carico d'incendio si è formato negli anni e nei decenni precedenti.
Quanti ciocchi di legno buttati sulla catasta, prima che quegli squilibrati di Hitler e Stalin innescassero l'incendio...
E' iniziata dagli orgogli nazionali, dagli interessi economici, dall'avidità territoriale, dalle idiozie delle ideologie idealiste, dall'antisemitismo e dall'odio razziale con le loro secolari radici... è iniziata dal mors tua vita mea, dal divide et impera, dal machiavellico fine che giustifica i mezzi, dalla smania di potere e di grandeur, dalla corsa agli armamenti...
Cose che hanno originato anche le precedenti guerre.
Solo che Napoleone e Alessandro Magno e Carlo Magno e Gengish Kan... non avevano l'aviazione, i carri armati, le bombe atomiche, i vagoni dei treni, i radar, le portaerei ed i sommergibili, i gas letali ed i mezzi di distruzione di massa del XX secolo. 

Solo con vergogna si può ricordare questa sconfitta dell'umanità, chiamata Seconda Guerra Mondiale. Dove l'intelligenza, la creatività, la laboriosità, la scienza e la tecnologia, sono state impiegate per distruggere, ferire, uccidere, sterminare, schiacciare, umiliare, rubare... per farci del male l'un l'altro.

Historia magistra vitae? Boh.
Forse a qualcuno (non a tutti, purtroppo), le orrende e cupe pagine di questa storia hanno insegnato a usare intelligenza, creatività e laboriosità per farci del bene l'un l'altro, per il cosiddetto bene comune.
Ma guardandomi intorno, a volte mi pare di vivere negli anni '20 del secolo scorso, o addirittura ai tempi di Caino ed Abele... avidità, orgogli nazionalisti, razzismo, antisemitismo, sete di potere, soprusi, violazioni di elementari diritti umani, criminalizzazione di persone e categorie...

Comunque, la speranza è più forte, e fa gioire il cuore vedere milioni di persone che remano nella direzione giusta, costruttori di pace e di ponti, artigiani di fraternità e condivisione. Gente che lavora, suda, vive costruendo qualcosa di bello e di buono. Di questo non dobbiamo vergognarci.
Magari non avremo la pretesa di costruire il paradiso in terra, ma almeno ce ne gustiamo un piccolo assaggio, in questa valle di lacrime.

6 maggio 2020

La carezza del Papa ai più migliori bulgari

Un anno esatto fa papa Francesco visitava la Bulgaria.
Tra le tante immagini, gesti e parole di quei due giorni (che in questi giorni rivediamo e rileggiamo), non posso non soffermarmi ed attardarmi su quel minuto, su quel gesto che secondo me è il cuore, il centro, il fulcro di quella visita.
Un gesto quasi nascosto, quasi rubato, incastonato ad arte quasi furtivamente nei protocolli iperstudiati, un piccolo segno quasi primizia di gemma primaverile abbarbicata negli invernali ghiacciati rinsecchiti rami.

Papa Francesco si ferma, un piccolo minuto, sessanta lunghi intensi secondi, ed in silenzio, orante silenzio, accarezza il martire di Belene, Eugenio Bossilkov.
La mano del Papa argentino che accarezza il volto del bulgaro Evgenii.
La carezza di un Padre al Figlio.
Una carezza per lui, e per tutti i martiri e le vittime innocenti della Bulgaria.
Una carezza per tutti i crocifissi di ieri, per i loro familiari, per questo popolo martoriato, che ancora porta in se le ferite del passato, non del tutto rimarginate.


Mi soffermo su quella carezza, imprevista, non programmata, quasi rubata.
Un po' perchè sono io il colpevole di questo blitz, intitolato:
"Se il Papa non va a Belene... Belene va dal Papa".
Non restava altro da fare, dopo aver percorso tutte le lecite in ombra od in pubblico manovre...
E ne sono fiero, fierissimo, fiero al 100% (cosa ben diversa da orgoglio e vanto, naturalmente, anche se gli spettatori superficiali possan esser tratti in inganno), (fiero e titubante, visto che sono timido da morire, ed ancora mi sento un po' come la donna del vangelo, che tende mescolata alla folla ignara un agguato a Gesù, per toccargli il lembo del mantello... un po' come Zaccheo tra le fronde in agguato... un po' come il fastidioso Bartimeo che mendica e chiede infastidente ed impertinente, ma nessuno l'ascolta e vien messo da parte...).

Ma soprattutto perchè questo bulgaro di Belene, Eugenio Bossilkov, se la meritava questa carezza. Perchè farsi ammazzare per amore e fedeltà al Papa... e poi quando il Papa passa da casa tua e nemmeno ti saluta... sarebbe stata una cosa assai sgradita, ingiusta, assurda.
Se la meritava Eugenio questa carezza, almeno una carezza.

Prima del blitz, quasi recante in braccio un bimbo...
Così come se la son meritata Pavel, Kamen e Josafat, ammazzati insieme a lui.
Così come se la meritano, se la son guadagnata le altre decine di migliaia di vittime innocenti del regime comunista bulgaro.

In questi anni ho avuto la grazia di conoscere centinaia di queste vittime, attraverso libri e documenti. Ho avuto anche il dono di conoscere di persona alcuni sopravvissuti ai campi e alle prigioni, di incontrare e dialogare con decine di loro parenti e conoscenti. Gente semplice, gente di fede, gente che ha salito il Calvario di questa nazione, seminando lacrime e sangue in questa terra.
Gente bulgara trafitta dalle spine e dalle sofferenze ingiuste ed assurde di un regime ateo, sadico e criminale.

Ho sempre un groppo alla gola quando penso che nessuno in Bulgaria è mai stato condannato per queste decine di migliaia di omicidi, torture, ruberie, violenze. Nessuno. Una ingiustizia umana totale. Tutte le colpe al regime, ma nessuna colpa ai colpevoli. Una realtà assurda. Centinaia di migliaia di persone ferite, umiliate, uccise, depredate, violentate... e nessun responsabile.
Quasi come se nulla fosse successo... quasi che se le siano inventate queste violenze... quasi che oltre al danno, ci sia la beffa... quasi che... i colpevoli siano le vittime, che se la sono cercata e adesso debbono solo tacere pieni di vergogna per... per aver sofferto ingiustamente...

Di fronte alla totale ingiustizia, di fronte alla enorme indifferenza, almeno una carezza.
Almeno una carezza, la carezza del dolce Cristo in terra, ha sfiorato teneramente il volto rigato di lacrime e sofferenza di Eugenio e di tutte le vittime innocenti del secolo scorso.

Grazie, Francesco, per esserti fermato ed aver in silenzio accarezzato l'uomo della croce.
Grazie per questo piccolo ma intenso e potente gesto di amore e consolazione.

Eugenio Bossilkov accarezza un bimbo portato in braccio dalla mamma...


8 aprile 2020

Costruiamo la comunità sulla roccia dei Santi. Строим Общността над скалата на Светците

La reliquia del beato Eugenio Bossilkov posta sotto l'altare
Реликвата на бл. Еввгений Босилков слижена под олтара 
L'8 aprile 2000, esattamente vent'anni fa, con una solenne concelebrazione veniva ridedicato (dopo un radicale restauro) l'altare maggiore della Chiesa della Natività di Maria di Belene, che poi il 16 novembre dello stesso anno verrà eretta a Santuario Diocesano (unico al mondo) dedicato al beato martire mons. Eugenio Bossilkov.
Durante tale cerimonia, come testimonia la pergamena trovata durante la rimozione della lastra dell'altare, vennero poste sotto di essa le antiche reliquie più un pezzo della camicia intrisa di sangue del beato Vescovo Eugenio, nato qui a Belene 120 anni fa, il 16 novembre 1900 e battezzato proprio in questa chiesa lo stesso giorno.


Пергамент от 8 април 2000 г.
La pergamena dell'8 aprile 2000.
На 8 април 2000 г., точно преди 20 години, по време на тържествено богослужение бил осветен (след основен ремонт) главния олтар на църквата "Рождение на Мария" в Белене, която на следващият 16 ноември е била посветена и като Епархийно Светилище (единствено в света) посветено на блажения мъченик монс. Евгений Босилков.

По време на тази церемония, като свидетелства пергаментът намерен при свалянето на мраморната плоча на олтара, били поставени под нея старите мощи заедно с едно парче от ризата, напоена с кръвта на блажения Епископ Евгений, роден тука в Белене преди 120 години, на 16 ноември 1900 г., и същият ден кръщаван в тази църква.

Oggi, Mercoledì Santo 8 aprile, nell'anno del Signore 2020, in tempo di pandemia e quarantena, con una sobria e umile celebrazione, durante un ulteriore radicale ristrutturazione, umilmente ho riposto sotto l'altare le precedenti reliquie, aggiungendone ad esse altre.


D'ora in poi la Comunità Cristiana di Belene, e i pellegrini che qui verranno, celebreranno l'Eucarestia attorno a questo altare, in comunione con i santi, ripetendo le parole dell'Apostolo giovanni:

“Vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati

a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa”

ed anche quelle di sant'Ambrogio:

È sull’altare che Cristo ha sofferto per tutti noi;

sotto l’altare ci sono coloro che sono stati redenti mediante la Sua sofferenza.

I martiri ed i santi hanno diritto a questo luogo di riposo”.



Днес, Велика Сряда 8 април, в Божията година 2020, по време на пандемията и кварантина, с една скромна и смирена служба, по време отново на основен ремонт, смирено поставих под олтара предишните мощи, заедно с други нови.

От сега натътък Християнската Беленска Общност и поклонниците, които тука ще дойдат, ще служат Евхаристията около този олтар, в общение със светците, повтаряйки думите на Апостола Йоан:

"Видях под олтара душите на онези, които са били заклани
за Божието слово и за свидетелството, което опазиха."

и съшо думите на Свети Амвросий:

"Над олтара Христос е страдал за всички нас,
под олтара са онези които са били спасени чрез Неговото страдание.
Мъчениците и светците имат право да почиват в това място."


Le reliquie dei Santi conservate d'ora in poi sotto l'altare sono quelle di:
  • beato Eugenio Bossilkov, vescovo passionista martire, nato a Belene
  • san Paolo della Croce, fondatore dei Missionari Passionisti
  • santa Emilia de Vialar, fondatrice delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione
  • san Vincenzo M. Strambi, vescovo passionista
  • san Gabriele dell'Addolorata, studente passionista
  • santa Gemma Galgani, mistica amante del Crocifisso
  • beati Martiri di Daimiel, 26 giovani missionari passionisti spagnoli
  • beato Grimoaldo Santamaria, giovane passionista
  • beato Pio Campidelli, giovane passionista
Мощите на Светците, които от сега натътък ше бъдат запазени под олтара са на:
  • блажен Евгений Босилков, епископ пасионист мъченик, родом в Белене
  • свети Паоло от Кръстта, основател на Мисионерите Пасионисти
  • света Емилия дьо Вялар, основателка на Сестрите на св. Йосиф на Явлението
  • свети Винченцо М. Страмби, епископ пасионист
  • свети Габриеле от Скръбната Божия Мария, младеж пасионист
  • света Джема Галгани, мистична любителка на Разпнатия Исус
  • блажени Мъченици от Даймиел, 26 испански младежи пасионисти
  • блажен Гримоалдо Сантамария, младеж пасионист
  • блажен Пио Кампидели, младеж пасионист

Insieme a queste reliquie, in segno di speciale gratitudine, poniamo le medaglie commemorative della canonizzazione di:
  • Sant'Angelo Giuseppe Roncalli (papa Giovanni XXIII), per aver visitato Belene ed aver lavorato per costruire ponti di pace in questa Comunità lacerata da divisioni e lotte.
  • San Karol Wojtila (papa Giovanni Paolo II), per aver visitato la Bulgaria e aver beatificato il 15 marzo 1998 il nostro compaesano Eugenio Bossilkov.
Ed in segno di gratitudine e comunione con l'attuale Vescovo di Roma e con la Madre di Dio, a cui è dedicata questa chiesa, la Corona del Rosario che Papa Francesco ci ha donato, ricevendo da noi l'icona dei quattro martiri bulgari.

Заедно с тези мощи, като знак на специална благодарност, поднасяме възпоминателните медальони на канонизацията на:
  • свети Анджело Джузепе Ронкали (папа Йоан XXIII), заради неговото посещение в Белене и неуморната му работа за строежа на мирни мостове в тази Общност, наранена от разделенията и бунтове.
  • Свети Карол Войтила (папа Йоан Павел II), заради неговото посещение в България и извършената от него беатификация на нашият съгражданин Евгений Босилков.
И като жест на благосарност и общение с настоящият Епископ на Рим и с Богородицата, на която е посветена тази църква, поднасяме Короната на Броеницата която папа Франческо ни подари, приемайки от нас в гр. Раковски иконата на четиримата български мъченици.

La mia preghiera di umile parroco di questa piccola e scalcagnata comunità cristiana,
riponendo le reliquie di questi santi sotto il nostro altare, oggi è stata questa:
"Padre misericordioso, per intercessione dei tuoi figli santi,
aiutaci ad essere sempre una chiesa, una comunità, una famiglia colle porte aperte,
con le orecchie aperte ed attente alla Tua Parola ed alla voce dei poveri,
con il cuore aperto e pronto a battere di compassione e solidarietà,
con le mani aperte, laboriose e callose, mani di pescatori, contadini e muratori, mai pigre.
Gesù, Signore nostro, per intercessione dei tuoi santi amici,
aiutaci a fare sempre grata memoria della tua Passione,
attorno a questo altare e dentro questa chiesa,
e fuori, per la strada, condividendo la vita dei crocifissi di ieri, di oggi, di domani.
Spirito d'amore e di unità, per intercessione dei tuoi strumenti santi,
aiutaci a custodire la fraternità e la comunione fra di noi,
riempici con i tuoi doni, donaci di portare frutti gustosi di santità.
E voi, cari amici santi e protettori, che ora riposate sotto questo altare,
dateci una mano ad offrire i nostri corpi e la nostra vita al servizio di Dio e dei fratelli,
ad offrirli ogni giorno sull'altare della nostra vita quotidiana. Amen".

Моята молитва, на смирен енорист на тази малка и скромна християнска общност, поднасяйки мощите на тези светци под нашия олтар, днес беше тази:


"Милосърдни Отче,
чрез застъпничеството на твойте свети синове,
помогни ни да бъдем винаги църква, общност, семейство с отворени врати,
с отворени уши, бдителни към Твоето Слово и гласът на бедните
с отворено сърце,  готово да тупти милосърдно и солидарно,
с отворени ръце, работливи и загрубели,
ръце на рибари, земеделци и строители, никога мързеливи.

Исусе, Господ наш,
чрез затъпничеството на твойте свети приятели,
помогни ни винаги да възпоменем благодарни Твоето страдание около този олтар и вътре в тази църква, и навън, по улицата, споделяйки живота на разпнатите от вчера, от днес, от утре.

Душе на любов и единство,
чрез застъпничеството на твойте свети инструменти,
помогни ни да пазим братсвото и общение между нас, изпълни ни с твойте дарове, дари ни да бъдем плодотворни.

И вие, скъпи приятели светци и покровители,
които сега почивате под този олтар,
дайте ни ръка за да жертваме телата и живота ни в службата на Бога и на ближните,
за да ги принасяме всеки ден над олтара на живота ни. Амин."

3 aprile 2020

In quello stesso giorno. In quella sera mentre le porte erano chiuse per la paura...

Il trittico pasquale affrescato nell'abside della Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Belene
Si sta avvicinando la Settimana Santa, che quest'anno sarà unica (speriamo!) e speciale.
Per la maggior parte di noi cristiani, chiusi in casa, nelle nostre piccole domestiche chiese, saranno certamente sette giorni non-tradizionali, e vivremo in modo nuovo, originale, diverso, la nostra commemorazione della passione, morte e risurrezione di Gesù.
Dove nuovo non vuol dir per forza meno intenso, meno spirituale, meno fecondo. Anzi.
Certe ritualità e abitudini e modalità incrostate di secoli... resteranno ricordi del passato.
E tutti siamo sfidati, dalla realtà, a scoprire o riscoprire o inventare modi nuovi di memoria e celebrazione. Tanti di essi già vissuti nei secoli (basti pensare ai primi secoli, quando non esistevano gli edifici ecclesiastici, ma si celebrava nelle case, secondo la tradizione ebraica... o alle comunità senza sacerdoti... o ai periodi dei regimi totalitari e di assenza di libertà di culto pubblico...).

Anche noi qui a Belene cercheremo di santificare questa settimana e di viverla in modo autentico.
Pur trovandoci nell'unica diocesi cattolica europea che non ha chiuso le chiese, e che dice di continuare tranquillamente come prima, come se tutto fosse normale, abbiamo deciso ormai da due settimane di condividere le scelte delle altre due diocesi bulgare e di tutte le diocesi europee.
E quindi anche noi abbiamo la chiesa di mattoni chiusa, e le chiese domestiche tutte aperte.
Da due settimane ogni giorno celebriamo e preghiamo via internet, e alla domenica pomeriggio io e le suore passiamo per tutte le case, portando casa per casa il Corpo di Cristo per la comunione.
Ecco quindi la traduzione della lettera che io, parroco di questa comunità, in questi giorni porterò in tutte le case.
Per condividere con voi come noi, in questa quarantena quaresimale, cercheremo di santificare e rendere autentica questa settimana. Ed anche per darvi qualche idea in più per la vostra Settimana (anche se vedo che la creatività dei vescovi e dei sacerdoti italiani è immensa... e qualcosa ho preso da loro...). Buona Settimana Santa a tutti gli amici ed i lettori di CoseBulgare!


COMUNITA' CATTOLICA DI BELENE
SETTIMANA SANTA 2020

"Nella sera dello stesso giorno,
mentre la porta della stanza
era chiusa a chiave per la paura,
Gesù venne, si pose in mezzo e disse loro:
Pace a voi!
Dicendo ciò, mostrò loro le mani ed il petto.
E i discepoli, vedendo Gesù, gioirono".

Cari fratelli e sorelle, cari bambini, genitori, giovani, adulti, nonni...
quest'anno Dio ci fa il dono di vivere una Settimana Santa speciale, unica.
Anche noi, come centinaia di milioni di credenti nel mondo, siamo rinchiusi in casa, senza poter uscire.
Abbiamo iniziato questo anno pastorale con le parole che Papa Francesco ci donò l'anno scorso durante la sua visita in Bulgaria: "SIATE UNA CHIESA CON LE PORTE APERTE!".
Con grande sorpresa di tutti, siamo andati esattamente nella direzione opposta. E oggi i nostri stati hanno i confini chiusi, le nostre scuole ed i luoghi pubblici hanno i cancelli chiusi, le nostre chiese hanno le porte chiuse.
Le nostre porte sono chiuse, e noi siamo chiusi dentro, con preoccupazione e paura. Proprio la stessa situazione della prima comunità cristiana.
E se questo fosse un grande regalo di Dio? Lo stare in casa, con le porte chiuse, con la paura nel cuore, come gli apostoli in quella prima Pasqua...?!?

Cari fratelli e sorelle, che vi trovate a Belene nelle vostre case con le porte chiuse, abbiamo veramente la possibilità di trasformare le difficoltà e le limitazioni in un modo diverso di celebrare, che può essere arricchente e fruttuoso per ognuno di noi e le nostre famiglie.
Apriamo prima di tutto le anime, i cuori, le teste.
Liberiamoci dei pregiudizi, delle abitudini, dei vizi radicati, ed apriamo le porte della nostra anima!
Mettiamoci in attesa del dolce ospite dell'anima, il Signore Gesù Risorto, che entri in noi e nelle nostre famiglie.
Lui può scavalcare i nostri confini.
Lui può attraversare le nostre recinzioni ed i nostri cancelli.
Lui può attraversare i muri che ci rinchiudono.
E la sua viva presenza in mezzo a noi ci porti pace e gioia, la stessa gioia dei discepoli di Gerusalemme.
Gesù, vivo e vegeto, ci stupirà!
Lui ci donerà il suo Spirito, Spirito di vita, di speranza, di creatività.
Lui ci spalancherà porte e finestre.
Lui ci spedirà di nuovo fuori, proprio là fuori, il posto  dove saremo veramente
una chiesa con gli occhi aperti, con gli orecchi aperti, con il cuore e le mani aperti.

Cari fratelli e sorelle, 
durante questa Settimana Santa sarà bello, da una parte, essere uniti come Comunità attraverso la rete: ogni giorno avremo momenti di preghiera e celebrazioni, negli orari qui indicati. Apriamo i nostri computers!
Dall'altra parte ogni famiglia è una chiesa domestica, una piccola comunità cristiana, ed è permesso e desiderabile che anche qui, nelle nostre case, ci siano preghiere e celebrazioni quotidiane.
Perciò vi propongo alcuni suggerimenti su come potremmo pregare in casa nostra durante la Settimana Santa. Ovviamente, con fantasia e creatività, potete fare anche altro...
Il fatto che stiamo vivendo fatiche e sofferenze ci aiuta ad essere vicini a tutti i sofferenti del mondo, e risveglia in noi il desiderio di vita e risurrezione. Non sprechiamo questo tempo favorevole. Che questa Settimana non trascorra come tutte le altre settimane...
Santifichiamo il tempo e la famiglia che Dio ci dona. Facciamo veramente memoria della passione, morte e risurrezione di Gesù, per poter incontrarci con Lui, risorto e vivo, e dire di nuovo: Veramente è risorto!

Cari fratelli e sorelle, vi abbraccio di tutto cuore, e vi auguro che quest'anno questa Pasqua doni a tutti noi non solo salute e vita, ma anche fede, speranza, carità, desiderio di essere una famiglia, di essere in comunione, di accoglierci e amarci a vicenda, di crescere un pochino come Comunità.
Per poter uscire fuori ed essere veramente una chiesa con le porte spalancate!
Buona Settimana Santa e buona Pasqua a tutti!
                                                  padre Paolo, il vostro parroco

Ecco il programma della nostra Settimana Santa (gli orari sono quelli bulgari):

Domenica delle Palme - 5 aprile
Su internet.
Santa Messa, ore 10.30
Santa Messa con Papa Francesco, ore 12.00
Nel pomeriggio, dalle ore 15.00 in poi, passeremo per tutte le case a portare la Comunione a chi lo desidera, ed a donare ad ogni famiglia un ramo di salice benedetto.
In casa.
Gli apostoli vanno a Gerusalemme a preparare il Cenacolo per la Pasqua: prepariamo anche noi la Stanza dove ricorderemo la passione, morte e risurrezione di Gesù. In cucina, o in un'altra stanza, prepariamo un tavolo, con una bella tovaglia, su cui mettere candele, una Bibbia od il Vangelo... Abbelliamo anche la porta d'ingresso ed il cancellino con rami e fiori...
La folla accoglie con gioia Gesù a Gerusalemme: raduniamoci intorno al tavolo, stendiamo attorno al Vangelo rami, fiori e le foto dei nostri familiari e amici, vivi e defunti... leggiamo il Vangelo della festa (Mt 21, 1-11), cantiamo canti di gioia... profumiamo la stanza...

Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo
Su internet:
Santa Messa, ore 10.30
In casa:
Ci raduniamo intorno al tavolo, accendiamo le candele, preghiamo con i Salmi 26, 30, 68, 70...
Leggiamo il Vangelo del giorno (Giovanni 12,1-11; Giovanni 13,21-28; Matteo 21,14-25)

Giovedì Santo - 9 aprile
Su internet:
Santa Messa in Coena Domini, ore 17.30
Santa Messa con Papa Francesco, ore 19.00
Adorazione Eucaristica, ore 21
In casa:
In mattinata ci raduniamo intorno al tavolo, accendiamo le candele, mettiamo sul tavolo una ciotola con dentro olio. Preghiamo con il Salmo 88, leggiamo il Vangelo (Luca 4,16-21) e al termine della preghiera ci segniamo la fronte con l'olio.
In serata mettiamo sul tavolo un pane, un bicchiere di vino, un catino con una salvietta. Preghiamo con il salmo 115 e leggiamo il Vangelo (Giovanni 13,1-15). Possiamo lavarci l'un l'altro i piedi, e poi baciarli... Prima di andare a dormire, possiamo uscire un po' al buio in giardino, e pregare da soli.

Venerdì Santo - 10 aprile
Su internet:
Commemorazione della Passione, ore 15.00
Adorazione della Croce, ore 16.00
Via Crucis con i martiri del XX secolo, ore 17.30
Commemorazione della Passione con Papa Francesco, ore 19.00
Via Crucis con Papa Francesco, ore 22.00
In casa:
Oggi digiuniamo e mangiamo solo pane ed acqua. Ci raduniamo intorno al tavolo, e preghiamo con i Salmi 2, 21, 37, 50, 115, 142...
Sul tavolo mettiamo un crocifisso o una croce. Durante il giorno, specialmente intorno alle 15.00, ci inginocchiamo davanti ad esso, lo adoriamo e baciamo.
Leggiamo tutto il racconto della Passione da uno degli evangelisti.

Sabato Santo - 11 aprile
Su internet:
Celebrazione della Veglia Pasquale, ore 20.00
Veglia Pasquale con Papa Francesco, ore 22
In casa: Giorno del silenzio, giorno di riflessione. Sarebbe bello che per tutto il giorno restassero spenti televisione, radio, computers e telefoni... Possiamo pranzare e cenare in silenzio..., e mantenere il silenzio in casa e dentro di noi. Dipingiamo le uova.
Sul nostro tavolo deponiamo una bacinella con acqua, ricordo del nostro battesimo.
Leggiamo il racconto del passaggio del Mar Rosso, nel libro dell'Esodo...
Prima di andare a dormire, mettiamolo un cero acceso davanti alla finestra...

Pasqua di Resurrezione - Domenica 12 aprile
Su internet:
Santa Messa, ore 10.30
Santa Messa con Papa Francesco, ore 12.00
Nel pomeriggio, dalle ore 15.00 in poi, passeremo per tutte le case a portare la Comunione a chi lo desidera.
In casa:
Facciamo festa e rallegriamoci! Preghiamo con i salmi dal 145 al 150. Facciamo un bel pranzo, cantiamo, rompiamo le uova, telefoniamo a qualcuno e diciamo: "Cristo è risorto"!

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Per unirci spiritualmente alla celebrazioni su internet:
Pagina Facebook della nostra Comunità:  catholicbelene
Canale YouTube della nostra Comunità:  Eugene Bossilkov - Belene Cultural Center
Pagina Facebook in bulgaro del Vaticano:  vaticannews.bg
Canale YouTube del Vaticano:  Vatican Media Live