11 settembre 2011

Moeto pervoto balgarskoto krashtenieto


Oggi ho celebrato il mio primo battesimo bulgaro!
Il bambino, casualmente, si chiamava Alessandro, come il patrono di Bergamo, la mia città natale.
Penso che lo ricorderò sempre, e ogni giorno nelle mie preghiere ci sarà sempre un po' di posto per lui. 
Buon cammino, piccolo Alessandro, e benvenuto nella  nostra comunità cristiana.

Ecco qui alcune foto, insieme alla mia predica di stamattina.

Скъпи братя и сестри,
Една известна  фраза, която принадлежи към традицията на Църквата, казва:
"Християнинът  не се ражда, той става". И това е така. Да бъдеш християнин е като да бъдеш играч в един футболен отбор. Не е достатъчно, за да имаш баща, който е бил футболист, за да бъдеш и ти  футболист. Не е така просто, както когато децата си играят с топката на двора. Не просто като да гледаш футболен мач на стадиона или по телевизията.
Не е достатъчно да се си сложиш  чифт бутонки  и тениска с номер.

8 settembre 2011

Festa della Natività di Maria a Belene

Oggi a Belene abbiamo festeggiato la festa patronale nella parrocchia dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria.
Alle 11.30 c'è stata una prima messa solenne, presieduta dal nostro Vescovo, mons. Petko e animata dal coro degli adulti.
Dopo la messa il Vescovo ha benedetto il nuovo campetto di calcetto, realizzato durante l'estate davanti alla chiesa.
Alle 18.00 c'è stata un'altra messa solenne, presieduta dal parroco di Trenciovitza, don Stefan Kalapis (che ha animato anche il triduo di preparazione) e animata dal coro dei giovani.
Dopo la messa un altro gruppo di giovani ha proposto una meditazione teatrale sulla persona di Maria, la mamma di Gesù.
Quindi rinfresco gratuito per tutti, con panini, bibite e gelato.
Che dire? VIVA MARIA!


Похлопай, похлопай! E ti sarà aperto.



В какъвто и край на света
да ми се случи да ида,
ако някой от България
има да мине край моята къща,
през нощта,
изпаднал в безизходно положение,
той ще намери на моя прозорец
свeтилника запален.
Похлопай, похлопай!
Няма да те запитат
дали си католик или православен:
брат от България, достатъчно, влез.
Две братски ръце ще те пригърнат,
едно топло приятелско сърце,
праздненствено ще те посрещне.

6 settembre 2011

Концлагерът в Белене - кошмар без граници



Il Panair di Belene

Una coppia di Belenciani felici
Nei giorni scorsi si è svolta a Belene la tradizionale festa di inizio settembre, chiamata "Panair", giunta alla sua 47ma edizione. Nel 1964 infatti il paese di Belene, insieme alle sue attuali 5 frazioni (Biàla Vodà, Kulìna Vodà, Dekov, Tatari e Petokladentsi) si separarono dal comune della città di Svishtov, e costituirono "GRAD BELENE", cioè l'attuale nuovo comune cittadino.
La festa ha avuto momenti musicali, culturali, religiosi, bancarelle, giostre e dintorni, e si è conclusa domenica sera con un bellissimo spettacolo pirotecnico.
A tutti i belenciani,
здраве и просперитет!

47 години Белене град - Discorso del vicesindaco di Vigonza

1 settembre 2011

Belene, un paese molto tranquillo!

Belene. Al centro, la chiesa della Natività di Maria
Se si studia un po' la storia di Belene... si scopre come in passato sia stata una comunità molto vivace. Tanto per darvi un assaggio, pubblico qui un piccolo brano (pagg. 29-34) che ho tradotto da Светлозар Елдъров: Католиците в България (1878-1989); su questo link potete leggere l'originale in bulgaro.
Chiedo scusa se c'è qualche imprecisione di traduzione (sono ancora alle prime armi...), ma il senso si capisce.

Don Stanislas Petrov 
    Dopo una breve tregua, alla fine degli anni ‘80 e all’inizio degli anni ’90 del XIX secolo, i conflitti nella Diocesi di Nicopoli riprendono con rinnovata intensità nel 1892, questa volta viene alla ribalta la questione dei preti cattolici di origine bulgara e di cittadinanza bulgara.
    Il focolaio delle tensioni è nuovamente Belene, ma al suo centro si staglia la figura di don Stanislas Petrov di Oresh, laureato nel seminario dei Passionisti di Cioplea (Bucarest), insegnante presso la scuola maschile cattolica di Russe. Nel 1892 è invitato dalle autorità municipali di Belene a ricoprire l’incarico di preside nel paese, dove nuovamente si registrano serie tensioni tra i cattolici. Sostenuto dall’amministrazione del comune e del distretto, e a quanto pare da alcune forze politiche, il suddetto insegnante fa di tutto per trasformare la tensione in un aperto conflitto.

    Il suo arrivo, infatti, coincide con un intervento proveniente da Oresh sul giornale “Libertà”, probabilmente inviato dallo stesso don Stanislas Petrov; intervento con cui si decrive il comportamento dei sacrdoti italiani “con tinte molto fosche”. La redazione del giornale istiga la morbosità dei lettori più superficiali con la seguente nota: “Se non avessimo avuto paura di sconvolgere il comune senso del pudore, i lettori avrebbero potuto leggere i resoconti di scandali e atrocità mai sentite prima da nessuno”. Nei numeri successivi però il giornale non torna più sull’argomento, che nel frattempo si evolve. 

24 agosto 2011

NOVAE, città romana sul Danubio

Ieri mattina sono stato vicino a Svishtov a visitare gli scavi di Novae, antica roccaforte dei Romani sulla sponda del Danubio, e...
... e ho provato un gran senso di desolazione!
Desolazione, perchè era il 23 agosto (nel pieno delle vacanza), e non c'era nemmeno l'ombra di un turista.
Desolazione, perchè l'edificio dell'accoglienza (con annesso piccolo museo e ristoro per i turisti), era CHIUSO (e a giudicare dalla polvere e dalle ragnatele, chiuso da qualche mese).
Desolazione, perchè il 90% degli scavi di questa piccola Pompei sul Danubio sono abbandonati, con erbacce e rovi, inaccessibili, sporchi.
Nemmeno un custode, neanche un bagno, qualche cartello un po' arrugginito.
Solo un gruppo di arheologici polacchi che sta scavando un nuovo lotto, che purtroppo farà la fine del resto.
Davvero desolante.
A parte questo squallore, se passate da Svishtov, fermatevi a vedere queste rovine: meritano davvero.
E poi... non c'è nessuno che vi fa pagare il biglietto!

P.S. (per i miei amici bulgari): se invece di regalare da 30 anni miliardi di leva ai russi per costruire centrali nucleari... aveste investito qualche migliaio di leva in questi siti archeologici... avreste centinaia di bulgari che lavorano, più l'indotto: i turisti mangiano nei ristoranti, dormono negli alberghi, fanno il pieno al distributore, fanno shopping nei negozi, etc etc. Un po' di fantasia! Su, dai!


23 agosto 2011

Festa dei "banaceni" ad Asenovo

Sabato scorso ho partecipato al "Банатски вкусотии - традициите на моето село",  il primo Festival che si è tenuto nel paese di Asenovo.
I "banaceni" sono bulgari cattolici emigrati in passato nei territori dell'impero austro-ungarico, per motivi economici e di discriminazione religiosa. Si stanziarono principalmente appunto nel BANATO.
Da qui poi, dopo la Liberazione della Bulgaria dall'Impero Ottomano, tornarono in patria, fondando alcuni paesi, come Bardarski Gheran, Gostilia, Bregare, Dragomirovo, ed appunto Asenovo.

Dopo l'apertura ufficiale del Festival sulla piazza centrale, è stata celebrata la messa, seguita da canti e balli tradizionali e moderni, animati da graziosi gruppi in costume.
Dopodichè... assalto alle prelibatezze tipiche, offerte da ogni paese che partecipava.
Metto qui alcune mie foto, altre le potete trovare QUI, dove ci sono anche i link ai video dei balli, se volete guardarli.

19 agosto 2011

Trènciovitza 1782, culla dei Passionisti in Bulgaria

La chiesa abbandonata di S. Croce
L'altro giorno sono tornato di nuovo a Trenciovitza. Insieme al parroco don Stefan Kalapis abbiamo fatto quattro passi per le strade sterrate del paese, andando a vedere anche la chiesa della Santa Croce, ormai abbandonata da più di 20 anni e in procinto di crollare.
Confesso provare sempre un po' di tristezza e sconforto passando in mezzo alle case semi abbandonate di questo paese, che negli altimi anni è passato da 3.000 abitanti agli attuali 600 circa, quasi tutti anziani.
Questo rimpicciolimento mi fa pensare al lontano 1782, quando qui arrivarono i primi due passionisti, e trovarono un piccolo paese formato da 36 famiglie, per un totale di 281 persone (Visita Pastorale del 1778).
Se ha ragione il Vangelo, quando dice: "Se non diventerete piccoli... non entrerete nel Regno dei Cieli", anche l'attuale situazione non deve essere vista solo come un problema annaffiato di rimpianti ed utopie.
Ma appunto questa piccolezza è un'ottima situazione, come nel 1782, per essere culla, granello di senape, cucchiaio di lievito, perla nascosta, chicco di sale...
Proprio per questo pubblico qui le prime due lettere di p. Giacomo e p. Francesco, scritte nel primo mese della loro permanenza a Trenciovizza. In esse non c'è nessun lamento sulla piccolezza della comunità, anzi, emerge lo stupore per le piccole cose, dal semplice Rosario recitato per la prima volta in Bulgaro alla squisita accoglienza, dal primo battesimo alla semplice benedizione dei campi.
Nel loro spirito non c'è nemmeno l'ombra di rimpianti, frustrazioni, scoraggiamento.
Ma solo stupore, curiosità, gioia, voglia di lavorare, di pregare, di condividere la vita di quei 281 trencioveni.
Penso che, con lo studio e la preghiera, abbiamo bisogno un po' tutti noi di recuperare un po' della loro spiritualità.

11/05/1782 - Lettera di p. Giacomo Sperandio a p. G. B. Gorresio

Al Reverendissimo Padre Padrone Colendissimo
Il Padre Giovanni Battista di S. Vincenzo Ferrerio
Preposito Generale de’ Passionisti
nel Ritiro de’ SS. Giovanni e Paolo a monte Celio. Roma.

Jesu Christi Passio

Una "ragazza" trenciovena e don Stephan
            Reverendissimo Padre.
Colla presente vengo a darle notizia del nostro viaggio fatto da Buccoreste fino a questa nostra Missione, e del ricevimento che abbiamo avuto da questi buoni cattolici.