10 gennaio 2019

Testimoni della fede da conoscere, onorare e non dimenticare mai.

Ho iniziato a leggere con molto interesse in questi giorni la raccolta, curata da Jan Mikrut: "Testimoni della fede. Esperienze personali e collettive dei cattolici in Europa centro-orientale sotto il regime comunista" (Gabrielli Editori, Verona 2017, pp. 1245).
Pur voluminosa, essa rappresenta solo la punta dell'iceberg. Basti pensare che per la Bulgaria viene presentato solo il nostro Eugenio Bossilkov, e purtroppo non ci sono le storie delle altre centinaia di sacerdoti, consacrate e laici che passarono per le macine del comunismo in Bulgaria dal 1944 al 1989.
Così come ci vorrebbero almeno altri cento volumi analoghi se si allargasse lo sguardo in una visione ecumenica ed inter-religiosa: centinaia di migliaia di credenti (cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, musulmani...) investiti dal rullo compressore dell'ateismo materialista nel XX secolo.
Purtroppo poi il testo non è accompagnato da nessuna fotografia: ma a questo si può rimediare con internet, cercando i volti di queste persone concrete.
Comunque, pur nella sua essenzialità, pur limitandosi ai cattolici, questo volume ha il pregio di aprire una finestra sull'Est Europa (Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, DDR, Jugoslavia, Polonia, Romania, Ungheria) con un linguaggio semplice, ma seriamente documentato.
Nessun taglio apologetico, nessun divagare teoretico, ma le semplici e concrete biografie e parole di persone concrete, con le loro scelte ed i loro destini concreti.

Eugenio Bossilkov, passionista nato a Belene,
vissuto in Europa, fucilato a Sofia. 
Da qualche anno mi occupo direttamente di martiri e di vittime innocenti, specialmente dei regimi comunisti, e devo dire che noi europei ancora non conosciamo adeguatamente la nostra storia comune. Ben vengano volumi come questo (che van sfogliati e letti, non solo appoggiati sugli scaffali), che aiutano in modo serio a conoscere non i miti e le idee del passato, ma le persone concrete che lo hanno vissuto. E, come tutte le vittime innocenti, questi "europei" ci chiedono di essere onorati e non dimenticati.

Di questa concretezza abbiamo tutti bisogno. La nostra cara Europa, nata dalle ceneri delle ideologie totalitarie nazionaliste, comuniste, naziste e fasciste, ha urgente bisogno di ritrovare il valore della persona concreta rispetto alle idee e alle parole vuote. Così come il valore della concretezza dei volti, dei luoghi, dei gesti.
Ognuno di questi "martiri" ha un volto ed una storia, che si può conoscere.
Ognuno di questi "martiri" ha vissuto o è morto in un luogo, che si può visitare.
Ognuno di questi "martiri" fa parte della mia famiglia europea, e può essere mio "familiare".
Ognuno di questi "martiri" è una persona normale, buona, positiva, che si può onorare.
Ognuno di questi "martiri" è una ricchezza per tutti, che si può valorizzare.
Buona lettura!


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