Quando il nostro piccolo cucciolo nacque, avremmo voluto subito chiamarlo Sandokan, la tigre del Danubio, in ossequio al sapiente detto nomen, omen: aveva infatti un bellissimo pelo tigrato, arancione, nero e bianco, e già nei primi giorni di vita mostrò quello che poi sarebbe stato il suo carattere unico e speciale: sempre irrequieto, desideroso di avventure e scoperte, coraggioso, creativo, audace, intrepido, amante del diritto e della giustizia, ingegnoso, fantasioso… ma il nome Sandokan ci pareva un po’ troppo canino… e così lo battezzammo Sandokat: il qual lemma non è un topos letterario (Dio ci salvi dai topi!), ma un felinissimo e felicissimo nomignolo. Peccato che abbia fatto questa brutta fine… Il mondo visto da #Bèlene. Diario virtuale di un reale missionario bergamasco in Bulgaria.
29 ottobre 2020
L’inaffondabile inoffendibile inafferrabile Sandokat
Quando il nostro piccolo cucciolo nacque, avremmo voluto subito chiamarlo Sandokan, la tigre del Danubio, in ossequio al sapiente detto nomen, omen: aveva infatti un bellissimo pelo tigrato, arancione, nero e bianco, e già nei primi giorni di vita mostrò quello che poi sarebbe stato il suo carattere unico e speciale: sempre irrequieto, desideroso di avventure e scoperte, coraggioso, creativo, audace, intrepido, amante del diritto e della giustizia, ingegnoso, fantasioso… ma il nome Sandokan ci pareva un po’ troppo canino… e così lo battezzammo Sandokat: il qual lemma non è un topos letterario (Dio ci salvi dai topi!), ma un felinissimo e felicissimo nomignolo. Peccato che abbia fatto questa brutta fine… 24 ottobre 2020
Ragazzi, siamo cotti: c’è l’invasione dei lumacotti!
23 ottobre 2020
Quell’asino del Beppe… ne ha combinata un’altra delle sue!
17 ottobre 2020
Caro papa ti scrivo...
Uffa, che puzza di muffa! Battista l’alpinista, ovvero di come è dura la vita di un apripista…
16 ottobre 2020
De sciò mast goon. Ahi, ahi, ahi, che dolor! Di quando il dottor Liubo Stranamor venne fatto allenator…
13 ottobre 2020
L’inaffondabile policromatica e frastornante Compagnia degli Inaffidabili
Nel paese di Beleneadagiatosullespondedelbeldanubioblu vivevano tre famiglie normali, cioè formate da un papà, una mamma ed un unico figlio unico, che però cessarono di essere normali quando i rispettivi figli (secondo il punto di vista dei genitori, ovvio) cominciarono ad impazzire, e a lor dire (a dire dei genitori, ovvio), questi marmocchi diventarono bambininaffidabili. Oppure, guardando le cose dal punto di vista dei figli, quando i ripsettivi sei genitori impazzirono e si coalizzarono, fondando la Compagnia dei Genitoriaffidabili.
Veda Lei, che legge, di diventar partigiano del punto di vista che vuole.
Per amor di cronaca, cercherò di essere imparziale, raccontando le cose come andarono.
Non nascondo però, ad onor del vero e dell’ermeneutica, che… da che mondo è mondo, i bambini son più simpatici, vivaci, creativi, originali dei razionali, premurosi, prevedibili, ripetitivi genitori. Quindi…
10 ottobre 2020
Senza via di scampo
27 settembre 2020
LO SPIRITO SANTO FA FIORIRE IL DESERTO Riapre a Belene la chiesa della Natività di Maria e Santuario del beato Eugenio Bossilkov
Quest’estate a Belene c’è stata una lunga siccità. Dai primi di giugno fino ad oggi praticamente qui a Belene non è caduta una goccia dal cielo, tranne che… tranne che due volte.
Per
la precisione, il quindici agosto, dalle undici a mezzogiorno, durante la messa
dell’Assunta appena iniziata sul piazzale davanti alla chiesa. Allora, quasi
che Maria Bambina avesse fretta di rientrare a casa sua, in fretta e furia
entrammo nella chiesa ancora in ristrutturazione, e tra un ponteggio, una
carriola e qualche sacco di cemento, continuammo alla bell’è buona la nostra
celebrazione.
E
poi… è solo un po’ di pioggia: ben altre onde, ben altri venti e spiriti si
sono abbattuti su Belene negli ultimi 415 anni (la comunità cattolica locale è
nata nel 1605): il giogo ottomano, diverse ondate di peste bubbonica, passaggi
e scorrerie di eserciti affamati, incendi, guerre civili, inondazioni del
Danubio, repressioni del regime comunista, il campo di concentramento,
l’uccisione del vescovo Bossilkov, le cacciate dei profughi…), ma nessuno di
questi temporali, seppur furiosi e martellanti, ha mai spento il fuoco
dell’amore per Cristo nella chiesa di pietre vive, che è la Comunità Cristiana
di Belene.
E, da oggi, questa comunità cristiana ha una nuova casa, la rinnovata chiesa della Natività di Maria e Santuario del Beato Eugenio Bossilkov.
L’attuale
chiesa fu costruita ex novo nel 1860, col permesso delle autorità ottomane,
durante il servizio parrocchiale del passionista padre Eugenio Valente (nato a
Latina il 12 gennaio 1816, morto e sepolto a Tranciovizza, il 30 dicembre
1889), attorno ad una precedente chiesa più piccola, di legno.
Per
alcuni decenni fu l’unica casa dell’unica comunità di Belene, guidata dai
Missionari Passionisti. Ma sulla fine del 1800, in seguito alla guerra civile
tra i cattolici locali, che se le suonarono di santa ragione, provocando pure
la morte del vescovo passionista Ippolito Agosto (morto qui a Belene il 3
dicembre 1893), la comunità lacerata venne divisa in due, con la decisione
salomonica del vescovo passionista Henry Dulcè. Venne così edificata la
parrocchia di Sant’Antonio da Padova.
E
la storia ha fatto il suo corso.
Nel
2000, anno del grande Giubileo e centenario della nascita di Eugenio Bossilkov,
il vescovo mons. Petko Hristov erige la chiesa parrocchiale della Natività a
primo Santuario Diocesano, dedicato al nostro vescovo martire. E comincia,
proprio vent’anni fa, il movimento di riunificazione della comunità locale,
affidata nuovamente ai Passionisti.
Ed
eccoci qui, al 26 settembre 2020.
Una
comunità:da oggi l’unica messa domenicale sarà celebrata qui).
Un
santuario: da oggi l’unico santuario al mondo dedicato a Bossilkov riapre le
porte ai pellegrini).
Una
missione: da oggi possiamo di nuovo ascoltare la Sua Parola, celebrare i
Misteri della fede, e partire da qui per uscire fuori a vivere un po’.
Dopo
due anni di deserto, senza attività e senza persone (sia per i lavori, sia per
la pandemia), lo Spirito di nuovo soffia e chiede alle nostra ossa aride di
rivivere.
Da
oggi a Belene c’è di nuovo una chiesa viva, di un po’ acciaccate, ma vivaci
pietre.
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| Padre Paolo apre il portone della Chiesa. Il primo ad entrare sarà padre Giuseppe, passionista bulgaro 94enne, che guarda ora curioso. |
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| La mostra di disegni e fotografica, appoggiata sui muri esterni della chiesa, vuole proporre una carrellata di immagini della chiesa di pietre vive che è la Comunità di Belene. |
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| Alcuni dei danzatori che hanno allietato la festa: tutti ragazzi e ragazze di Belene. |
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| Nella nuova cappella delle candele, un'intera parete è dedicata a tutti i santi della Famiglia Passionista. Al centro, i 26 martiri passionisti di Daimiel, Spagna. |
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| Mons. Strahil, da poco nominato Amministratore Apostolico della Diocesi, restituisce le chiavi del Santuario a padre Paolo. |
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| Non sarà stato un banchetto di nozze... ma tutti abbiamo mangiato e bevuto, saziandoci della compagnia. |
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| L'altra parete della cappella delle candele è dedicata ai martiri cristiani, testimoni della Pasqua. |

































