21 aprile 2019

Ragazzi! La partita continua...

Vorrei scusarmi questa sera con le donne, con le nonne e le signore presenti... perchè di solito la maggioranza che viene in chiesa è fatta di donne, ma a Pasqua e Natale di solito ci sono un po' più di uomini, e così parlerò di cose che piacciono più a loro...
Ascoltando le letture di questa Veglia Pasquale, e ripensando un po' a tutta la Quaresima... mi vien in mente una memorabile partita di calcio, rivista alla moviola, al rallentatore (o all'acceleratore, visto che è iniziata tanto tempo fa...
Un bel giorno il buon Dio si è messo in testa di far su uno stadio, un campo di gioco nuovo di zecca. Detto, fatto. Il terreno di gioco, con mari, monti, pianure e fiumi, e come riflettori il sole, la luna e le stelle. Per bandierine, le piante, come spettatori, animali, pesci, insetti, e le nostre amate zanzare.
Uno stadio meraviglioso, un vero paradiso terrestre per gli amanti del calcio di tutti i tempi e di tutti i continenti.
E poi c'è stato il fischio d'inizio.

PRIMO TEMPO
E Lui ha soffiato. Ed il gioco è cominciato.
Ha soffiato, e l'Uomo ha cominciato a giocare.
E a cominciato a prenderle. Quei serpenti diabolici son partiti all'attacco,
e goal dopo goal han cominciato a suonarcele.
Prima un pòmo, poi una zappa in testa al povero Abele, poi gli imbranati antidiluviani,
i muratori babilonesi, quei disgraziati di sodomiti e gomorriti, etc. etc.
fino alle bastonate al povero Peppino buttato nel pozzo e alla frittata di finire schiavi in Egitto,
a sfornar mattoni e piramidi per il malefico Faraone (che non a caso i Padri della Chiesa identificano col solito camaleontico Satanasso. E noi inchiodati lì. A prenderle di santa ragione. Paralizzati.
Meno male che ad un certo punto il buon Dio ha fischiato la fine del primo tempo.
Lui ha soffiato di nuovo... e le acque del mare si sono aperte, e siamo usciti dal campo,
per andare un pochino, solo 39-40 anni, a riposarci nello spogliatoio deserto.

INTERVALLO
Beh, dopo una bella strigliata a base di docce fredde dalle rocce,
il Boss ci ha fatto capire che il nostro peccato originale, l'errore di tattica fin dall'inizio,
è stato quello di far di testaccia nostra, senza seguire le sue parole.
Tutto sbagliato fin dall'inizio. E così ce le hanno date di santa ragione.
Ecco allora che il Boss, stavolta ce le scolpisce nero su bianco le sue indicazioni.
A chiare lettere, dieci cose da fare per tornare in campo e segnare qualche goals.
A dire il vero... dieci cosette un po difficili da ingoiare e digerire
Ma dopo una sorsata di energetica spremuta di aureo vitello misto ad arenaria sinaitica, ecco il nuovo fischio, inizia il secondo tempo.

SECONDO TEMPO
Lui soffia di nuovo, e le acque del Giordano si aprono.
Ed entriamo di nuovo in campo, sembra davvero una terra promessa, dopo gli squallidi spogliatoi.
E lì ci proviamo a giocare, e qualche palla la mettiamo in rete.
Ma poi iniziamo a fare un po' i veneziani, ognuno di testa sua... e di nuovo le prendiamo.
Il Boss sostituisce alcuni, manda in campo Giudici, Profeti, Re... ma le cose vanno di male in peggio.
Una catastrofe totale.
Cominciamo a chiuderci in difesa, a catenaccio nella nostra piccola area. Cedendo il terreno agli avversari.
Cominciamo a disperare. Il Mister è un incapace... è sordo, cieco e lontano. Ci arrangiamo anche senza di lui.
Ci arrocchiamo nella nostra areetta, facendo muro, un muro impenetrabile.
E così soffia di nuovo, e fischia la fine del secondo tempo. Non si può andare avanti così...

INTERVALLO
Lui soffia, un piccolo veloce fischiettio, un angelico sussurro ad una ragazzina di Nazareth: "Gesù..."
Detto, fatto. E la paroletta Gesù diventa Gesù carnale. Un nuovo uomo, messo nel campo vecchio.
Per trent'anni studia il terreno. Studia i giocatori. Studia una tattica nuova. Per non prenderle più.
E per magari fare qualche goal in più, magari vincere, anche se siamo sotto di molto.
Finchè arriva il nuovo fischio, l'avvio dei supplementari.

SUPPLEMENTARI
Il colombico soffio arriva, e si ricomincia a giocare.
Stavolta, ragazzi, un po' più di gioco di squadra.
Ed un po' più di fiducia nell'uomo nuovo. Che è un giocatore d'èlite: come Lui, non c'è nessuno.
Ascoltare. Agire. E avanti a muso duro.
Ma... anche stavolta le cose si mettono male.
Ponzi Pelati, Sommi sacerdoti, scribi, farisei, re e tetrarchi, romani de' Roma e nostrani...
Botte da orbi. Uno tsunami aggressivo e asfissiante. 
E alla fine ci fanno neri. Ci massacrano. Ed ecco l'Uomo... ce lo fanno secco. Morto e stecchito.
E l'ultimo suo sospiro... è il fischio della fine. Tutto è compiuto. La partita è finita.

SPOGLIATOIO DOPO PARTITA.
Che rabbia. Pensavamo fosse Lui a farci vincere...
Che vergogna. Quante promesse... e tutto è andato a quel paese.
Che fifa. Meglio non uscire di qui... quei terribili mastini ci salterebbero addosso.
Che fine... adesso butteran giù lo stadio, e mai più questo stupido gioco, dove si perde sempre.

SORPRESA
Ragazzi! Son qui, vivo e vegeto!
La partita continua! Fino al fischio delle sette trombe.
Su andiamo.
E, detto questo, soffia di nuovo nel fischietto, e... tutti fuori!

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