16 aprile 2019

Giovedì Santo 16 aprile 1925. Attentato nella Cattedrale di Sofia

I resti della Cattedrale di Sofia, subito dopo l'attentato.
Ieri sera e questa mattina le televisioni, i giornali, tutti i mezzi di comunicazione, hanno mostrato al mondo la distruzione della Cattedrale Notre Dame di Parigi da parte del fuoco.
Una costernazione collettiva, una tragedia per il mondo intero.
Per fortuna è bruciato solo un tetto di legno, e non ci sono vittime, e tutti stiamo tirando un sospiro di sollievo per il fatto che è stata una catastrofe "casuale", non provocata dalla mano di nessuno.
Chissà cosa sarebbe successo se... Ma per fortuna la storia non si fa con i se e con i ma.
E' bruciato un monumento. Verrà ricostruito. E la storia continua.

Ieri era il lunedì della Settimana Santa.
E guardando quel tetto bruciare, quella guglia crollare... non potevo non pensare a quell'altra Settimana Santa, quella del 1925.
Quel giorno, il 16 aprile, come oggi, era Giovedì Santo, qui in Bulgaria.
Quel giorno, nella Cattedrale Ortodossa di Santa Nedelija (Santa Domenica) a Sofia si stava svolgendo un funerale. Quel giorno non c'erano telecamere, non c'era internet, non c'erano i cellulari a filmare e scattare foto.
Il 16 aprile 1925, alle 15,30 circa, la cupola della Cattedrale di Sofia saltava in aria, e crollando uccideva oltre 200 persone.


Alcune delle vittime dell'attentato del 16 aprile 1925
Al di là del valore storico, artistico e simbolico di questo monumento, la cosa più triste, ed assurda, e crudele, fu la morte di queste duecento persone (uomini, donne e bambini), che stavano partecipando ad un funerale.
Un attentato vile, non provocato però da chissà quali stranieri di altra religione... ma da alcuni connazionali bulgari, battezzati essi stessi nella fede cristiana ortodossa. Ma purtroppo accecati dall'ideologia comunista, dall'odio di classe, dalla violenza giustificata come strumento per la lotta di classe. Un attentato pensato, preparato, portato a termine con complicità internazionali.
Un colpo al cuore della Bulgaria, realizzato da quelle stesse persone senza Dio e senza coscienza che poi dal 1944 al 1989 uccideranno più bulgari che durante 400 anni di dominio Ottomano.
E questa è, purtroppo, la storia della Bulgaria, senza se e senza ma.
E questo, anche se lo abbiamo dimenticato e non ci commuove più, è l'attentato con più vittime avvenuto sul suolo europeo durante il XX secolo. Fratelli europei uccisi da altri fratelli europei.

In questo clima di odio, di legge marziale, di successivi arresti ed impiccagioni pubbliche, arriverà a Sofia il 25 aprile 1925 il visitatore apostolico, mons. Angelo Giuseppe Roncalli.
Uomo di fede e di pace, subito messo alla prova.
La memoria di queste vittime innocenti ci aiuti a stare sempre in guardia ed a curarci dalle radici dell'odio e della violenza: il nemico non viene sempre dall'esterno, spesso i fratelli alzano la mano contro i propri fratelli.
Ecco perchè ieri, oggi è sempre è opportuno pregare e lavorare per la pace: per un mondo dove vivere insieme serenamente, dedicandoci alle cose belle, vere e buone.

La prima pagina del giornale cattolico "Istina - Veritas" del 24 aprile 1925,
dedicata alle vittime dell'attentato e ai feriti ricoverati nell'Ospedale Cattolico Clementina di Sofia.

La lapide sulla Cattedrale Sveta Nedelija di Sofia, che ricorda il triste attentato

I fiori deposti dai giovani di Belene durante la preghiera dello scorso 23 agosto,
Giornata europea per la memoria delle vittime dei Totalitarismi.

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